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In Trentino per la prima volta è stata trovata la ''zanzara giapponese'': depone uova resistenti al freddo invernale ed è tra le specie più invasive al mondo

Il rischio che questa zanzara potesse arrivare in Trentino era già stato lanciato dai ricercatori a causa soprattutto della globalizzazione, dei cambiamenti climatici e ai trasporti. Diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale. È un potenziale vettore di encefalite giapponese, West Nile virus e di filarie

Di Giuseppe Fin - 25 agosto 2021 - 11:15

TRENTO. La zanzara giapponese (Aedes japonicus japonicus) è arrivata anche in Trentino. La conferma arriva dalle analisi fatte dai ricercatori della Fondazione Edmund Mach su delle larve che sono state ritrovate in alcuni comuni del Primiero.

 

Dopo la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara coreana (Aedes koreicus) l'arrivo di quella giapponese era purtroppo scontato visto anche la sua diffusione in diverse zone del Veneto e soprattutto nei comuni in confine con il nostro territorio.

 

Il primo ritrovamento della zanzara giapponese risale al 2015 in una valle del Friuli Venezia Giulia confinante con l’Austria. Dopo pochi anni la sua presenza è stata segnalata in tutta l’area montana e pedemontana. Aedes japonicus è considerata una delle specie più invasive al mondo.

 

Secondo quanto riporta l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, la sua biologia è simile alle altre due specie di Aedes: diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale; infatti è presente in paesi europei dal clima ben più rigido di quello italiano, come Svizzera, Germania, Austria, Slovenia e Ungheria. È un potenziale vettore di encefalite giapponese, West Nile virus e di filarie.

 

Il rischio che questa zanzara potesse arrivare in Trentino era già stato lanciato dai ricercatori (QUI L'ARTICOLO) a causa soprattutto della globalizzazione, dei cambiamenti climatici e ai trasporti. Tutto questo ha consentito a questa specie aliena di varcare i confini provinciali.

 

“Siamo riusciti ad individuare alcune larve di questa zanzara ed è di fondamentale importanza – ha spiegato Daniele Arnoldi, tecnologo della Fem – riuscire ad individuarne subito la presenza per arrivare nel più breve tempo possibile a contenerne la diffusione”.

 

Si invita la popolazione, spiega sempre lo Zooprofilattico delle Venezie, a segnalare la presenza di zanzare dall’aspetto simile alla zanzara tigre, ma generalmente di dimensioni maggiori, alle autorità sanitarie e a mettere in atto alcune pratiche di prevenzione. E' bene ricordare che la zanzara giapponese è molto resistente e può resistere a viaggi molto lunghi anche in container.

 

Sono diverse le azioni che possono essere messe in campo utili ad evitare la presenza di zanzare. Eliminare tutti i contenitori che possono accumulare acqua anche in piccole quantità, come i secchi negli orti e giardini, e ricordarsi di tenerli sempre capovolti. Evitare il ristagno di acqua nei sottovasi oppure svuotarli almeno una volta alla settimana: le uova di zanzara non si sviluppano e le larve vengono eliminate. Coprire con zanzariere o teli di plastica vasche e bidoni senza lasciare fessure: così si impedisce alle femmine di deporre le uova. Mettere i pesci in fontane e vasche all’aperto: si nutrono delle larve di zanzare. Trattare i tombini privati e le vasche all’aperto con larvicidi, seguendo le istruzioni in etichetta. Utilizzare zanzariere alle finestre. Anche l’aria condizionata tiene lontano le zanzare. Proteggersi dalla puntura delle zanzare con i repellenti, seguendo attentamente le istruzioni riportate sul prodotto.

 

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