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Bolzano
02 giugno | 18:16

Guadagni da autovelox crollati del 94,4% a Trieste e dell'84,2% a Bolzano. Il record di incassi resta nel bellunese dove un borgo di 300 abitanti ha tirato su 2milioni in 4 anni

Veri e propri crolli verticali si registrano a Trieste, che quasi azzera i guadagni con un sonoro meno 94,4 per cento, a Bolzano che perde l'84,2 per cento e a Bari con un meno 73 per cento

BOLZANO. Nel 2025 la pioggia di multe da autovelox ha subìto una discreta battuta d’arresto dovuta, con buona probabilità dall'ormai annoso problema legato all'assenza di omologazione degli strumenti che ha portato allo spegnimento di tantissimi velox visto che a suon di ricorsi gli utenti finivano spesso e volentieri per vincere. Gli incassi sono calati soprattutto nelle principali città italiane con un meno 8,9 per cento rispetto all’anno precedente. A dirlo è lo studio del Codacons basato sulle relazioni che i Comuni devono spedire al Ministero dell’Interno entro il 31 maggio. Escludendo Napoli che ha fatto tardi con le carte e non ha consegnato i dati, i primi venti capoluoghi hanno messo in cassaforte 56,5 milioni di euro grazie ai controlli elettronici della velocità, lasciando per strada ben 5,5 milioni rispetto al bottino del 2024.

 

In cima alla classifica di chi incassa di più svetta sempre Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da una Bologna in forte ascesa a quota 9,2 milioni che scalza dal podio Milano, ferma a 6,9 milioni, mentre Genova e Palermo si accontentano rispettivamente di 4,8 e 4,2 milioni.

 

Andando a guardare i dettagli, però, si scopre che per molte amministrazioni il giochino si è rotto, mentre altre hanno trovato la gallina dalle uova d'oro. Tra le grandi città che hanno visto dimezzarsi le entrate c’è Roma, che passa da 4,8 a 2,3 milioni di euro, mentre Milano perde per strada il 34,8 per cento dei proventi.

 

I veri e propri crolli verticali si registrano a Trieste, che quasi azzera i guadagni con un sonoro meno 94,4 per cento, a Bolzano che perde l'84,2 per cento e a Bari con un meno 73 per cento. Dall'altra parte della barricata c'è invece chi festeggia, come Ancona, dove gli incassi sono più che raddoppiati volando a 1,8 milioni di euro, seguita dai trend positivi di Genova e Cagliari.

 

Le cose si fanno decisamente più curiose se si abbandonano i grandi centri per dare un'occhiata alla provincia profonda, dove piccoli borghi insospettabili riescono a macinare cifre da capogiro. C'è il caso del Salento, dove il solo comune di Galatina ha incamerato 5,3 milioni di euro, o quello dei quattro paesi attraversati dalla statale Telesina, capaci di spremere dagli automobilisti di passaggio la bellezza di 2,7 milioni di euro complessivi. Ma il record assoluto di budget creativo spetta a Colle Santa Lucia, un minuscolo centro in provincia di Belluno. Questo paesino, che conta appena poco più di 300 abitanti, grazie a un unico autovelox piazzato strategicamente tra i tornanti delle Dolomiti ha accumulato tra il 2021 e il 2025 più di 2 milioni di euro. Per capire l'assurdità della cifra, basta fare una proporzione matematica: è come se ogni singolo residente avesse pagato una tassa di 5.989 euro.

 

Secondo l'analisi del Codacons, questa improvvisa ritirata degli autovelox nelle grandi città non è certo legata al censimento ministeriale di fine novembre, che non ha fatto in tempo a impattare sui bilanci dello scorso anno. La colpa del calo delle multe va divisa equamente tra la nuova e più severa regolamentazione nazionale scattata il 12 giugno e, soprattutto, il terremoto provocato dalle sentenze della Corte di Cassazione. I giudici hanno iniziato a bocciare a ripetizione i verbali staccati dagli apparecchi non omologati, spingendo molti sindaci prudenti a spegnere le macchinette prima di trovarsi sommersi dai ricorsi degli automobilisti.

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