Autovelox non omologati, nel Bellunese molti comuni li spengono per il rischio ricorsi. Si rischia un effetto 'tsunami'
La sentenza della Corte di Cassazione di qualche giorno fa a Treviso ha portato alla luce il fatto che praticamente tutti gli apparecchi di rivelazione della velocità non sono omologati ma solo autorizzati. Da Feltre a Belluno molti comuni stanno spegnendo i loro autovelox per il rischio di essere travolti dai ricorsi e intanto si chiede un rapido intervento del legislatore

TRENTO. E' caos sulla ''regolarità'' degli autovelox sparsi sul territorio. Come spiegava il Dolomiti il comandate della polizia locale di Trento Alberto Adami, gli apparecchi per la rivelazione della velocità sono praticamente tutti ''autorizzati'' ma non ''omologati'' perché di fatto ''non esiste una procedura per l'omologazione''. Eppure una sentenza della Corte di Cassazione, ha confermato l'annullamento di una multa comminata per eccesso di velocità, rilevato da un autovelox, ad un avvocato di Treviso (a rivolgersi al "Palazzaccio" era stato proprio il comune della Marca, dopo che l'automobilista aveva vinto la causa sia in primo che in secondo grado) in quanto l'apparecchio era semplicemente "autorizzato" e non "omologato" (QUI ARTICOLO).
La questione è di tutt'altro che di poco conto, perché i ricorsi potrebbe fioccare. In Italia non esiste il "precedente vincolante", ma certamente le sentenze emesse dalla Suprema Corte recitano un ruolo importante nell'interpretazione delle leggi e vengono spesso utilizzate come "orientamento" dai giudici. In poche parole: i giudici di pace, a cui ci si rivolge in primo grado per chiedere l'annullamento delle multe, potrebbero basarsi su tale sentenza per giudicare "nulle" le sanzioni emesse con l'ausilio di un autovelox "approvato" ma non "omologato".
E così, in attesa di chiarimenti, molti comuni stanno ''spegnendo'' i loro autovelox per evitare di incorrere in guai più seri ora che la sentenza esiste. In particolare nel Bellunese, come riporta oggi il Corriere delle Alpi, già cinque amministrazioni hanno deciso di mettere in stand-by i loro apparecchi per la rivelazione della velocità: Feltre, Sedico, Cencenighe, San Tomaso e Belluno. In particolare quello del capoluogo, di via Miari a Levego, era già stato oggetto di ricorsi. Altvelox, associazione nazionale impegnata nella tutela degli utenti, nel 2023 ''festeggiava'' perché il Giudice di Pace aveva stabilito che lo strumento in questione non era omologato spigando che ''rilevato che l'autovelox in uso al Comune di Belluno, non dispone del previsto certificato di omologazione, il ricorso deve essere accolto e la sanzione annullata''.
La questione è quindi più 'pesante' di quel che possa sembrare e gli effetti potrebbero avere la portata di uno tsunami tra ricorsi e controricorsi. Si chiede un rapido intervento del legislatore che chiarisca quello che nel 2020 è stato reso confuso (nella riforma del codice della strada fortemente voluta dal ministro Salvini). "Dal 2020 il Ministero ha fatto solo autorizzazioni, ritenendo equivalenti ai fini sanzionatori le due procedure - ha dichiarato al Corriere del Veneto il dottor Carlo Rapicavoli, direttore dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto -. I comuni, legittimamente, si sentivano in regola, data l'indicazione degli uffici competenti. Ma la recente sentenza smentisce l'interpretazione da sempre sostenuta dal Ministero".











