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Zanzara "Giapponese'', a Trento il possibile arrivo della nuova specie. La Fem: "Importante individuare subito i focolai''

Dopo la zanzara tigre e quella coreana ora potrebbe arrivare anche la specie giapponese. Il suo comportamento è simile al gruppo di zanzare asiatiche che conosciamo e quindi può veicolare malattie. Per questo è importante l'attività di monitoraggio che viene portata avanti dalla Fondazione Edmund Mach

Di Giuseppe Fin - 25 maggio 2021 - 13:02

TRENTO. Non solo la zanzara tigre oppure quella coreana, ora in Trentino il rischio è che arrivi la zanzara "giapponese". Una nuova specie presente anche in zone a noi vicine come l'Austria. La globalizzazione, i cambiamenti climatici e soprattutto grazie ai trasporti questa specie aliena potrebbe arrivare nel nostro territorio. Ne sono convinti  i ricercatori della Fondazione Mach che proprio in queste settimane hanno deciso di creare per la prima volta un sito di cattura ad hoc proprio  all’interporto doganale di Trento, considerato un possibile punto d’ingresso. 

 

"Fa parte del gruppo di zanzare asiatiche che conosciamo e il suo comportamento è simile" ci spiega Annapaola Rizzoli del Centro Ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige. "Come le altre può veicolare varie malattie ed è per questo che è fondamentale individuarla immediatamente appena arriva sul nostro territorio per bloccare eventuali focolai".

 

La zanzara giapponese è molto resistente e può resistere a viaggi molto lunghi in container. La stessa resistenza è stata registrata per quanto riguarda le sue uova. A seguire la sua diffusione è anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che periodicamente diffonde anche una mappa attraverso al quale si può vedere dove questa zanzara è arrivata. 

"E' importantissimo - ha spiegato la dottoressa Rizzoli - che i cittadini segnalino la presenza di zanzare inviando anche delle fotografie. Solo in questo modo possiamo tenere sotto controllo la situazione".  Proprio per questo fine è stata creata la  Bugmap l’app gratuita per smartphone (QUI L'APPLICAZIONE): i singoli cittadini possono segnalare la presenza di zanzare inviando le fotografie cosi da rendere possibile l’aggiornamento costante e in tempo reale delle mappe di distribuzione delle specie invasive sul territorio provinciale e l'identificazione precoce di eventuali nuove specie aliene. 

 

Intanto, come già detto, è iniziata l'attività di monitoraggio delle Fem che riguarda oltre le zanzare anche le zecche. La Fondazione Edmund Mach coordina sul nostro territorio la cabina di regia provinciale per la sorveglianza e il controllo dei vettori ed è impegnata anche a livello internazionale nello studio delle malattie emergenti della fauna selvatica.

L'attività è svolta in collaborazione con la Provincia, l'Azienda sanitaria, l'Appa, il Muse, l'Fbk, Fondazione Museo Civico di Rovereto, Comunità Alto Garda e Ledro, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Comune di Trento, Comune di Rovereto, Comunità della Vallagarina e Consorzio dei Comuni. Per quanto riguarda l'attività di monitoraggio condotta dalla Fem sulle zanzare dal 2008 ad oggi sono 65.099 gli esemplari adulti raccolti (di cui 48.249 tigre), 115 i siti campionati, 22 i comuni interessati.

 

 

ZECCHE

La presenza nei boschi delle zecche (Ixodes ricinus) è rilevabile generalmente da marzo e raggiunge il suo picco tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. Questa specie è diffusa in tutti gli ambienti forestali dal fondovalle fino ai 1200 metri di altitudine e può trasmettere pericolose malattie, tra cui l’Encefalite virale (TBE), la Malattia di Lyme e la rickettsiosi.
La prevenzione della puntura di zecca è l'arma più efficiente per controllare queste gravi malattie.

E' necessario innanzitutto monitorare il loro ciclo di sviluppo e conoscere bene le aree dove si sviluppano, le cause che portano ad un loro aumento ed i microorganismi che trasmettono. Al fine di limitare la diffusione delle patologie provocate dalle punture di zecche è molto importante il controllo cutaneo e sugli indumenti, specie dopo un’escursione o passeggiata negli ambienti ad alta concentrazione. Ulteriori informazioni sulla prevenzione sono disponibili sul sito dell’APSS (Qui il link).    

Accanto ai controlli individuali, tuttavia, risulta cruciale il monitoraggio della diffusione della specie sul territorio, attività che la Fondazione Mach effettua stagionalmente sia in ambiente sia su altri animali che ne sono vettori, come i roditori selvatici che hanno un ruolo chiave nel mantenimento e nella trasmissione dei patogeni di questi parassiti. A completamento di tale attività si inserisce lo screening molecolare mirato a verificare nelle zecche la prevalenza di infezione di specifici patogeni (Borrelia sp, Rickettsia sp e Babesia sp). I dati raccolti sono quindi utilizzati per lo sviluppo di modelli matematici e mappe di rischio aggiornate.

 

ZANZARE
Anche l’attività delle zanzare invasive del genere Aedes viene monitorata in Trentino attraverso un programma di campionamento sinergico tra diverse istituzioni, in particolare la Fondazione Mach, il Muse e la Fondazione Museo civico di Rovereto. Mentre la più comune zanzara tigre (Aedes albopictus) inizia a comparire nella sua forma adulta verso la metà di maggio, la zanzara coreana (Aedes koreicus) si trova già a metà del mese di aprile. Questo anticipo è dovuto alla capacità di sopportare temperature più rigide rispetto alla zanzara tigre, caratteristica che conferisce alla coreana la possibilità di colonizzare nicchie ecologiche a quote più elevate. Entrambe le specie di zanzara prediligono ambienti antropizzati sfruttando piccoli o medi ristagni d’acqua (inferiori ai 100 litri) abbondantemente presenti sia su suolo pubblico che nelle proprietà private.

Vengono inoltre campionate le zanzare autoctone, in particolare la zanzara comune Culex pipens, che è vettrice di malattie emergenti come la febbre del Nilo Occidentale (West Nile virus). Quest'anno il monitoraggio di queste specie invasive da parte di Fem riguarda due macro aree. La prima è localizzata nella zona dell’Alto Garda, dove sono presenti 6 siti di campionamento di adulti; la seconda area comprende parte della Valsugana e la collina est del comune di Trento con 7 siti. Da quest’anno è stato aggiunto un ulteriore sito di cattura presso l’interporto doganale di Trento, considerato un possibile punto d’ingresso di altre specie invasive come, ad esempio, la zanzara giapponese (Aedes japonicus).

In ogni sito è presente una trappola appositamente studiata per la cattura di esemplari adulti attiva per 24 ore ogni due settimane. Il posizionamento delle trappole da parte di FEM è cominciato nei giorni scorsi e proseguirà fino a ottobre.

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