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La violenza di un uomo e il coraggio di una madre: in libreria l'ultimo romanzo della trentina Sara Conci. L'autrice: "E' un libro tosto ed è una storia vera"

Una storia dura, complessa e toccante che parla della violenza subita da diverse donne, vittime dello stesso uomo. Il filo conduttore è la vicenda di Minerva, una madre che lotta per tutelare il suo bambino da colui che dovrebbe proteggerlo, il padre. L'ultimo lavoro di Sara Conci, nelle parole dell'autrice: "E' un libro tosto, scritto grazie alla tenacia delle protagoniste che, insieme, hanno deciso di raccontare le loro esperienze"

Di Francesca Cristoforetti - 13 October 2021 - 10:08

TRENTO. “La forza di una madre” è il titolo dell’ultimo libro di Sara Conci, uscito ufficialmente l'8 ottobre con Edizioni del Faro: l'ultimo lavoro dell'autrice trentina troverà spazio anche al Salone internazionale del libro di Torino, che si terrà dal 14 al 18 ottobre 2021.  Appassionata di scrittura sin da bambina, Conci è ormai attiva come scrittrice dal 2012, tra fiabe per bambini e romanzi per adulti. La sua ultima uscita si contraddistingue dalle altre, perché è “un libro tosto, scritto grazie alla tenacia delle protagoniste che, insieme, hanno deciso di raccontare le loro esperienze”, scrive l'autrice su Facebook, definendo il romanzo “il mio miglior lavoro”.

 

Una storia dura, complessa e toccante che parla della violenza subita da diverse donne, vittime dello stesso uomo. Il filo conduttore è la vicenda di Minerva, una madre che lotta per tutelare il suo bambino da colui che dovrebbe proteggerlo, il padre. Attorno a questa storia si sviluppano quelle di altre donne che non sono a conoscenza l’una dell’esistenza dell’altra, ma che si ritroveranno a condividere lo stesso antagonista e di conseguenza la stessa tragedia: “Sono 232 pagine ricche di riflessioni e di documentazione reale – sostiene l’autrice – ci tengo a sottolineare che è tutto vero. È una storia vera”. Un libro intenso che racconta in modo crudele e diretto una realtà che purtroppo tocca ormai troppe donne: “Questo libro nasce perché non c’è un solo giorno in cui non leggiamo sul giornale di vittime di violenza. Purtroppo ho avuto occasione di conoscere molto da vicino determinate situazioni”.

 

Sono quindi più storie divise tra loro nel tempo, che però si ritroveranno ad intrecciarsi in un unico ed emozionante racconto: le protagoniste non sono solo accomunate da vicissitudini di violenza, ma cercheranno di aiutarsi tra di loro, cerando soprattutto di proteggere il bambino di Minerva, che non può e non deve diventare un’altra vittima. Minerva è il nome della protagonista, scelto non a caso in riferimento alla divinità guerriera romana. Sono molte infatti le riflessioni di questa donna, del suo percorso e delle sue lotte: “Ci sono tanti dialoghi, ma anche tante riflessioni. Minerva si espone tanto, così come anche le altre ragazze del romanzo”, spiega la scrittrice.

 

Conci si rivolge in primis alle vittime di violenza: “Credo sia un modo per dare coraggio alle numerose vittime di violenza, per spingerle a non arrendersi e non fermarsi né di fronte alle minacce, né di fronte alla lentezza della burocrazia”. Il suo libro però vuole essere anche uno spunto di riflessione, vuole porre domande a tutte le lettrici e a tutti i lettori: “Il mio libro si rivolge non soltanto alle donne, ma anche agli uomini, anche loro possono essere vittime. Ci sono riflessioni molto più profonde che vanno al di là del genere. Questo libro è importante anche per saper leggere il mondo e le persone con altri occhi”. Da queste storie tragiche c’è sempre una via d’uscita secondo la scrittrice, che vuole far passare un messaggio di speranza: “Noi possiamo decidere che strada prendere. Bisogna però anche avere il coraggio di andare lontano e di saper dire basta. Tutto cambia: cambiamo noi stessi, le persone che ci stanno intorno, ma solo noi possiamo trovare la forza di lasciarle andare e di lasciare andare certe situazioni”.

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