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| 23 feb 2021 | 13:47

LE FOTO. Dopo l’incendio rinasce la baita sull’Alpe Lusia, ricostruita in tempo di record: “Già il giorno dopo eravamo al lavoro”

Le fiamme avevano distrutto gran parte della baita ma grazie a una squadra di 15 artigiani fiemmesi e fassani in poche settimane è stato possibile ricostruirla. Il proprietario, Walter Gilmozzi: “Da parte nostra siamo pronti a riaprire non appena la situazione della pandemia lo consentirà”

Dopo l’incendio rinasce la baita sull’Alpe Lusia, ricostruita in tempo di record: “Già il giorno dopo eravamo al lavoro”
di Tiziano Grottolo

BELLAMONTE. L’allarme era scattato intorno alle 19e30 del 5 febbraio, ad andare a fuoco una delle baite adiacenti allo Chalet 44, un piccolo gioiello di lusso sull’Alpe Lusia, poco sopra Bellamonte. In poco tempo le fiamme partite dal tetto avevano avvolto la struttura dando parecchio filo da torcere ai vigili del fuoco intervenuti da Predazzo, Moena, Cavalese e Ziano di Fiemme. Un intervento in quota reso difficile anche dalla presenza della neve.

 

Proprio quest’ultima potrebbe essere all’origine dell’incendio, come ricostruisce il proprietario Walter Gilmozzi, il peso della coltre bianca potrebbe aver scardinato il camino appiccando il fuoco al tetto in legno della struttura. “Parliamo di circa 130mila euro di danni – sottolinea – abbiamo dovuto rifare completamente il tetto e buona parte degli interni. Il fuoco aveva rovinato tutto, ma giù il girono dopo l’incendio eravamo al lavoro”.

 

 

Così Gilmozzi, con l’aiuto di 15 artigiani del posto, si è rimboccato le maniche e in poche settimane ha restaurato la baita di lusso. Le difficoltà principali sono state sicuramente quelle legate alla logistica, per trasportare i materiali in quota è stato necessario utilizzare le motoslitte e un grosso gatto delle nevi messo a disposizione dal società che gestisce le vicine piste da sci. Anche i rifugi della zona, come il Morea, hanno dato una mano prestando le loro motoslitte per alcuni viaggi.

 

 

Gli artigiani, tutti fiemmesi e fassani, per prima cosa hanno dovuto riportare a valle il materiale bruciato e andato distrutto nell’incendio, poi hanno potuto mettersi al lavoro. Un restauro eseguito in tempi record che ha riportato al suo splendore originario la baita. Il tetto è stato ricostruito con nuove tecniche e gli interni rifatti completamente, pavimenti compresi. “Da parte nostra – commenta Gilmozzi – siamo pronti a riaprire non appena la situazione della pandemia lo consentirà, ci tengo a ringraziare gli artigiani del posto che fin da subito hanno dato la disponibilità per mettersi al lavoro”.

 

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