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| 22 dic 2021 | 19:52

Nato sulla piazzola dell'elisoccorso. La storia del piccolo Elia e di mamma Iryna. Il papà Andrea: ''Un grazie al Nucleo elicotteri di Trento e a tutti i soccorritori, siete unici''

La storia di Elia venuto alla luce ieri sera alle 21.02 nel momento in cui l'elicottero ha toccato la piazzola dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Andrea de Lutti: "Io vorrei davvero ringraziare il nucleo elicotteri di Trento e tutta la macchina dei soccorsi che si è prodigata nell'intervento di recupero di mia moglie, partoriente, con la nascita di Elia sulla piazzola del Santa Chiara. Se non ci fossero stati, non voglio nemmeno immaginarlo"

Nato sulla piazzola dell'elisoccorso

TRENTO. “Non ho mai visto una movimentazione del genere, una macchina organizzativa fenomenale che voglio davvero ringraziare per quello che ha fatto e che mai scorderò”. Andrea de Lutti ha la voce che trema mentre ci parla di sua moglie e del parto avvenuto ieri sera con l'arrivo di Elia. Il piccolo pesa 3,530 chilogrammi, un corpicino di 51,5 centimetri che aveva fretta di uscire dal pancione della mamma tanto da decidere che il luogo giusto fosse la piazzola dell'elisoccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento.

 

La storia vissuta da papà Andrea e mamma Iryna è iniziata ieri pomeriggio. La nascita di Elia era attesa cinque giorni fa ma il piccolo aveva deciso di attendere. “Ieri pomeriggio siamo andati all'ospedale di Trento – ci spiega papà Andrea – perché sembrava che fosse il momento giorno ed invece i medici ci hanno detto che non c'erano ancora le condizioni. Attorno alle 17 siamo quindi ritornati a casa a Riva”.

 

Iryna durante tutta la gravidanza, essendo in una situazione a rischio per un'operazione fatta a 10 settimane, era seguita direttamente dai medici dal Santa Chiara. Ieri pomeriggio dopo essere tornata a casa ed essersi occupata dall'altra figlia, si è accorta che qualcosa non andava. Da qui la decisione di Andrea di salire nuovamente in macchina per ritornare in ospedale con la moglie che avvertiva sempre più dolori.

 

“Siamo ripartiti poco dopo essere tornati a casa – ci racconta Andrea – e in macchina vedevo che mia moglie proprio non ce la faceva dal dolore. Eravamo convintissimi di farcela ad arrivare in ospedale ma all'altezza di Nago mi sono dovuto fermare. In quel momento ho dovuto prendere una scelta perché non potevo tornare indietro all'ospedale di Arco e nemmeno andare a quello di Rovereto. Per questo ho fatto l'unica cosa che potevo, contattare i soccorsi sanitari”.

 

Una chiamata che ha messo in moto una macchina organizzativa davvero imponente. L’infermiere della Centrale operativa di Trentino emergenza 118 ha assistito al telefono il papà e supportato nel fare le prime manovre di emergenza nell’attesa dei soccorsi.

 

“Immediatamente mentre ero al telefono con il personale  – ci racconta sempre il neo papà – mi sono state date delle indicazioni e in viva voce le sentiva anche mia moglie. Sono momenti davvero concitati, istanti che però non passano davvero più”.

 

In pochi minuti è arrivata l'ambulanza e Andrea con la moglie hanno raggiunto il vicino campo sportivo. Intanto è stato immediatamente deciso di far decollare l'elicottero con l'equipe medica e l'ostetrica.

 

“In pochissimo tempo sono arrivati i vigili del fuoco, infermieri, medici, non ho mai visto davvero una movimentazione del genere. Una macchina di soccorsi oliata, organizzata davvero tanto di cui dobbiamo andare orgogliosi” racconta a ilDolomiti papà Andrea.

 

Iryna è stata in un primo momento visitata in ambulanza e quando è stato deciso che per lei era sicuro volare è stata trasferita subito sull'elicottero che si è alzato in volo verso il Santa Chiara.

 

“Io ho ripreso la macchina – ci racconta Andrea – e quando sono arrivato al Santa Chiara mi stavo dirigendo in sala parto. E' stato in quel momento che mi hanno dato la notizia: Elia non ha voluto attendere, è nato nella piazzola dell'elisoccorso nel momento dell'atterraggio”. Entrambi stanno bene. 

 

“Io vorrei davvero ringraziare il nucleo elicotteri di Trento e tutta la macchina dei soccorsi che si è prodigata nell'intervento di recupero di mia moglie, partoriente, con la nascita di Elia sulla piazzola del Santa Chiara. Se non ci fossero stati, non voglio nemmeno immaginarlo. Il piccolo Elia, la mamma, la sorellina Giulia ed io ringraziamo per questo grandissimo servizio. Siete unici”.

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