Contenuto sponsorizzato
| 06 nov 2021 | 16:49

No Vax, in piazza va in scena la strumentalizzazione dell’Olocausto: “Il Green pass è come la tessera del fascio, poi ci saranno i ghetti?”

Fra i manifestanti No Vax e No Green pass c’è chi indossa la divisa a righe con tanto di stella di David, la stessa dei deportati nei campi di concentramento: “Se mi denunciano non mi interessa”. Le parole della senatrice Liliana Segre e la condanna dell’Anpi

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Quella gente è proprio fortunata perché ha potuto mimare la sofferenza senza viverla, non sa cosa ha davvero sofferto coloro che sono stati prima esclusi, poi discriminati e infine annientati”. Così la senatrice a vita Liliana Segre ha preso parola sui manifestanti No Vax e No Green Pass che nei giorni scorsi hanno sfilato con addosso le divise dei deportati nei campi di concentramento nazisti.

 

Parole che a quanto pare non hanno scosso le coscienze visto che oggi, 6 novembre, durante la manifestazione del fronte che si oppone a vaccini e Green pass sono stati tanti i richiami a fascismo e nazismo e alla fantomatica dittatura sanitaria.

 

Il Green pass è come la tessera del fascio, poi ci saranno i ghetti?”, questo uno dei contributi portati dai manifestanti. Fra i vari cartelli c’è pure chi cita la Costituzione e scrive: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e poi la scritta Green pass cancellata e accompagnata da una svastica.

 

 

Chi salta all’occhio però è l’uomo travestito da deportato. Il signore ha scelto di indossare la stessa divisa dei deportati perché, spiega, dopo aver visto alcuni manifestanti di Novara fare lo stesso l’ha ritenuta una bella idea da copiare. “Se mi denunciano non mi interessa”, ha dichiarato.

 

E così fra i manifestanti No Vax e No Green pass c’è chi indossa la divisa a righe con tanto di stella di David perché evidentemente si sente come gli ebrei deportati. Quei cittadini sterminati dai nazisti nelle camere a gas con la complicità dell’Italia fascista di Benito Mussolini. Furono circa 7.500 gli ebrei italiani che persero la vita nei campi di concentramento, il 13% dei 58.412 cittadini italiani di “razza ebraica o parzialmente ebraica” censiti nel 1938 in virtù delle leggi razziali appena entrate in vigore. Per i pochi che non lo sapessero la stessa senatrice Liliana Segre è fra i sopravvissuti alla tragedia.

 

Contro queste strumentalizzazioni dell’Olocausto si è schierata da tempo l’Anpi, l’associazione dei partigiani ha condannato con forza anche quelli che sono stati definiti “assurdi richiami alla Resistenza”.

 

“È grave e inaccettabile – spiegano i partigiani – che nelle manifestazioni di piazza, sui social e nelle polemiche politiche attorno al cosiddetto Green Pass sempre più spesso si assista al ricorso a infondate, azzardate e odiose analogie con il passato. Molte di queste provocazioni sono attuate, peraltro, da gruppi di chiara matrice neofascista e nazionalista, dell’estrema destra italiana e sudtirolese che si infiltrano nelle proteste per indirizzarle in senso eversivo”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 maggio | 20:01
Una rubrica pensata per offrire una lettura dello sport che sia onesta, diretta e condita da quell'ironia intelligente che da sempre [...]
Sport
| 09 maggio | 19:21
Sguardo largo sul mondo delle scommesse sportive tra numeri impietosi, devastanti impatti sociali e leggi "aggirate". Lo sport italiano [...]
Cronaca
| 09 maggio | 19:27
La morte del bimbo di 6 anni, travolto venerdì sera da un muletto guidato dal papà Gabriele all'interno del piazzale della ditta di famiglia, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato