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| 27 ott 2021 | 13:07

Rompe un braccio a un dipendente per un banale diverbio: denunciato un imprenditore

Secondo i testimoni tutto è nato per una banale lite sul posto di lavoro ma, come ricostruito dai carabinieri, il diverbio è presto degenerato in un’aggressione. I fatti sono così gravi che all’imprenditore denunciato sono stati sequestrati anche alcuni fucili da caccia

Rompe un braccio a un dipendente per un banale diverbio: denunciato un imprenditore
di Redazione

BRUNICO (BZ). All’inizio sembrava un normale diverbio ma ben presto dalle parole si è passati alle vie di fatto tanto che alla fine sono dovuti intervenire anche i carabinieri. I fatti sono avvenuti all’interno di una ditta di infissi di Brunico dove è andato in scena un litigio fra un operaio e il titolare dell’impresa.

 

Il primo si è rivolto al 112 dicendo all’operatore della centrale dei carabinieri di essere stato malmenato dal proprio capo. Immediato l’intervento di una pattuglia. Giunti sul posto i carabinieri hanno trovato l’operaio 40enne a terra, nel cortile dell’azienda, dolorante con un braccio visibilmente rotto o lussato. A quel punto i carabinieri hanno fatto intervenire un’ambulanza e mandato l’uomo in ospedale dove i medici hanno riscontrato una brutta lussazione e frattura della spalla e l’hanno dovuto operare.

 

Nel frattempo i carabinieri hanno acquisito le testimonianze dei presenti e scoperto che il diverbio era nato per una banale questione di lavoro ma che poi era degenerato in grida e parole grosse. Quindi la vittima era stata spinta a terra dal proprio capo e aveva sbattuto la spalla, che probabilmente si è rotta in quel frangente. Il capo poi, verosimilmente molto adirato, anziché aspettare i carabinieri negli uffici della ditta, avrebbe trascinato fuori il dipendente lasciandolo a terra in cortile.

 

L’uomo una volta uscito dall’ospedale è andato subito dai carabinieri a presentare denuncia-querela. Le lesioni sono peraltro di tale gravità che probabilmente, a prescindere dall’iniziale prescrizione medica, i carabinieri avrebbero comunque proceduto d’ufficio.

 

I militari dell’Arma, ravvisandone l’urgenza, sono quindi andati a casa dell’imprenditore denunciato e gli hanno cautelativamente ritirato tutte le armi che possedeva, ritenendo che possa essere capace di abusarne, vista la dinamica dei fatti. Si tratta di alcuni fucili da caccia. Hanno quindi informato il prefetto commissario del Governo che ora valuterà se emettere un provvedimento di divieto di detenzione armi. In tal caso l’uomo avrà alcuni mesi di tempo per cederle e non potrà più acquistarne né ottenere licenze di porto d’armi.

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