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Tragedia sull'A22, l'addio dei compagni di classe a Paternoster: ''I Beati saranno in fila per assaggiare il suo miele. Ciao Andrea, sarai sempre con noi''

E' enorme il cordoglio in Trentino in questi giorni per la scomparsa del noto imprenditore. Un punto di riferimento sul territorio provinciale, maestro e pioniere nel settore dell'apicoltura: "Un vulcano di idee sempre sorprendente"

Di L.A. - 21 aprile 2021 - 13:33

TRENTO. "Sguardi vispo e il taglio di capelli richiamava un personaggio televisivo di Fonzie e veniva a scuola con la sua Vespa 50. Il suo soprannome era 'Spada' e così lo conserviamo nei nostri ricordi". I compagni di classe, la quinta N dell'Istituto agrario del 1984/85, ricordano Andrea Paternoster, recentemente morto a causa di un drammatico incidente stradale in A22 (Qui articolo). 

 

"L’integrazione di 'Spada' nella classe fu pressoché immediata - ricordano i compagni - la sua simpatia, la battuta caustica, la voglia di socializzare, sempre in prima fila quando si intravedeva l’occasione di combinare qualche marachella, lo fecero diventare uno dei compagni più apprezzati. Andrea era un vulcano di idee, soprattutto durante le uscite in campagna e nelle gite scolastiche sapeva sorprenderci e coinvolgerci in avventure spesso goliardiche, senza però mai scadere nell’offesa o nella maleducazione. Quando c’era 'l’Andrea' il divertimento era assicurato, anche per i professori".

 

E' enorme il cordoglio in Trentino in questi giorni per la scomparsa del noto imprenditore. Un punto di riferimento sul territorio provinciale, maestro e pioniere nel settore dell'apicoltura (Qui articolo). "Andrea purtroppo ci ha lasciati, il Creatore lo ha chiamato a sé e questo creerà qualche grattacapo a San Pietro perché se il Paradiso è quel luogo che tutti ci aspettiamo, avrà il suo bel da fare ad accontentare tutti i Beati che vorranno assaggiare il suo miele. Il miele di un un ragazzo partito con la Vespa e arrivato con l’ApeCiao Andrea, hai saputo farti voler bene. Sarai sempre con noi".

 

Pubblichiamo in forma integrale la lettera della VN dell'Istituto agrario dell'anno scolastico 1984/85

 

Era il 1982, iniziava l’anno scolastico all’Istituto Agrario di San Michele, noi studenti della 2^N eravamo curiosi di conoscere i nuovi compagni di classe provenienti dalla scuola professionale che con noi avrebbero affrontato l’ostica sfida del terzo anno.

 

Al suono della campanella, tutti in classe per far conoscenza con le nuove leve. Tra di loro un ragazzo piccolo di statura, dallo sguardo vispo, con un taglio di capelli mutuato dal telefilm che allora imperversava sullo schermo, chi non ricorda Fonzie? Ebbene, proprio perché richiamava un personaggio televisivo, a quel giovane che veniva a scuola con la sua Vespa 50, colore azzurro, dal motore rigorosamente truccato, qualche buontempone diede il soprannome “Spadino”, poi ridotto a “Spada”, nomignolo che noi, compagni di classe, abbiamo sempre mantenuto nelle nostre conversazioni, anche recenti, e che conserveremo nei nostri ricordi.

 

L’integrazione di “Spada” nella classe fu pressoché immediata: la sua simpatia, la battuta caustica, la voglia di socializzare, sempre in prima fila quando si intravedeva l’occasione di combinare qualche marachella, lo fecero diventare uno dei compagni più apprezzati. Andrea era un vulcano di idee, soprattutto durante le uscite in campagna e nelle gite scolastiche sapeva sorprenderci e coinvolgerci in avventure spesso goliardiche, senza però mai scadere nell’offesa o nella maleducazione. Quando c’era “l’Andrea” il divertimento era assicurato, anche per i professori.

 

Non era certo un secchione, aveva un atteggiamento piuttosto minimalista, studiava quel tanto da garantirsi la promozione poiché sembrava che il suo destino fosse quello di porsi alla guida dell’azienda agricola di famiglia. Nulla al tempo lasciava presagire quelle che, da grande, sarebbero poi diventate le sue incredibili capacità imprenditoriali che lo hanno portato a un successo che nemmeno lui forse immaginava.

 

Dopo il diploma la prima esperienza nei Club 3P dove, in breve tempo, ne divenne presidente provinciale. In quell’ambiente, al motto di “provare, produrre, progredire”, caratterizzato da attività corsuali, prove in campo, convegni e giornate di studio, cominciò a maturare in lui quell’interesse verso l’innovazione, quella voglia incontrollabile di fare qualcosa di originale che poi l’ha travolto nella passione totalizzante, meravigliosa e misteriosa che è diventato il suo mondo: le api, il miele, il territorio, il cibo, la gente.

 

Mai domo, con quei suoi occhioni espressivi Andrea guardava sempre lontano e quando, anche in tempi recenti, ci si incontrava nelle nostre periodiche cene, lui parlava di nuovi progetti, investimenti, sfide da affrontare. Ascoltarlo lasciava incantati, sapeva raccontare la bellezza e la biodiversità e lo faceva dal punto di vista delle sue api, di cui conosceva ogni segreto. Certamente un sognatore ma anche un concreto innovatore e divulgatore, capace di spendersi per gli altri e per il bene comune: lo ricordiamo socio fondatore e primo fiduciario della Condotta Terre del Noce di Slow Food ma anche docente all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Bra.

 

Andrea purtroppo ci ha lasciati, il Creatore lo ha chiamato a sé e questo creerà qualche grattacapo a San Pietro perché se il Paradiso è quel luogo che tutti ci aspettiamo, avrà il suo bel da fare ad accontentare tutti i Beati che vorranno assaggiare il suo miele. Il miele di un un ragazzo partito con la Vespa e arrivato con l’Ape…

 

Ciao Andrea, hai saputo farti voler bene. Sarai sempre con noi.

Classe V N, Istituto agrario, anno scolastico 1984-1985
Andrea Armanini, Giovanni Baldessari, Andrea Branz, Giorgio Clauser, Andrea Cristoforetti, Michele Girardelli, Silvano Iachelini, Renato Meneghini, Michele Morten, Renato Pallaoro, Pietro Pancheri, Stefano Pilati, Adriano Pinamonti, Arcangelo Pradel, Giovanni Sassudelli, Stefano Sogari, Marco Vender, Marco Vettori, Giacinto Zadra, Albino Zenatti, Diego Zini

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