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Tre mesi di razzie negli appartamenti, in Trentino i ladri usavano un B&B come base: catturati poco prima di prendere l’aereo che avrebbe portato al sicuro uno dei complici

I due fermati si sarebbero resi responsabili di almeno 21 furti in abitazione fra le province di Trento, Verona e Vicenza. I carabinieri sono intervenuti dopo aver appreso che uno dei due aveva acquistato un biglietto aereo: “Agivano con estrema determinazione e criminale perizia”

Di Tiziano Grottolo - 24 gennaio 2021 - 10:53

NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR). È stata un’indagine lunga e complessa quella condotta dai carabinieri di Negrar di Valpolicella che ha permesso di sgominare una banda composta da due soggetti di origine albanese, sospettati di aver compiuto numerosi colpi nelle province di Trento, Verona e Vicenza.

Per scoprire l’identità dei due uomini i militari sono stati impegnati in una serie di pedinamenti condotti anche tramite intercettazioni ambientali e rilevazioni gps che hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei due uomini, rispettivamente di 27 e 30 anni. Il più giovane è un operaio disoccupato formalmente residente a Negrar di Valpolicella con la madre, mentre il secondo sarebbe arrivato appositamente dall’Albania per dedicarsi all’attività illecita. Stando a quanto ricostruito i due avevano affittato un alloggio nel capoluogo scaligero dove avevano costituito il loro quartier generale, per poi muoversi fra le province di Verona, Vicenza e Trento, alla costante cerca di abitazioni da svaligiare.

 

L’attività illecita – si legge nel comunicato diffuso dalle forze dell’ordine – veniva gestita come un’ordinaria attività di lavoro, compiuta spesso in trasferta, che aveva ben determinati orari e precise regole. I due, infatti, si muovevano solo con il calare della sera, dopo le 17, e stavano attenti a non sforare gli orari del coprifuoco rientrando sempre prima delle 22”. Altra accortezza durante i continui e ripetuti sopralluoghi, era quella di evitare bar gestiti da connazionali per non dover familiarizzare e quindi lasciare traccia del loro passaggio. Il timore insomma è che potessero essere denunciati dai loro connazionali.

 


Secondo l’accusa, fra ottobre 2020 e gennaio 2021, i due avrebbero commesso almeno 21 furti in abitazione. Agivano con estrema determinazione e criminale perizia – spiegano i carabinieri – forzando porte e finestre per guadagnarsi l’accesso alle abitazioni dove constatavano l’assenza dei proprietari, anche per poco tempo. Normalmente il 27enne si occupava di condurre il mezzo e fornire la copertura all’esterno dell’obiettivo prescelto, mentre il 30enne entrava nelle case”. I due rimanevano in contatto telefonico sfruttando le più comuni reti social riuscendo ad allontanarsi per tempo ogniqualvolta la situazione diventava troppo rischiosa. L’obiettivo erano contanti, monili in oro, orologi preziosi occhiali di marca, profumi e borse da donna, refurtiva pronta per essere rivenduta al mercato nero.

Come ricostruiscono i militari, subito dopo il periodo natalizio, i due si erano spostati in Trentino dove avevano preso alloggio in un B&B per battere con più comodità quella zona. Questi sarebbero stati gli ultimi colpi prima di lasciare il Paese, almeno per il 30enne coinvolto che da quanto captato dalle microspie dei carabinieri stava per prendere un aereo con il quale avrebbe fatto ritorno in Albania. Appresa questa notizia i carabinieri hanno deciso di intervenire: i due sono stati bloccati appena varcato il casello di Verona Nord e sono stati informati del provvedimento emesso a loro carico. Dopo il fermo, sono state svolte le perquisizioni che hanno consentito di recuperare, in macchina e in abitazione, buona parte dei proventi delle razzie, rinvenendo anelli, orologi, occhiali costosi e borse da donna di marche pregiate che ora verranno restituiti ai legittimi proprietari. Sono stati sequestrati anche 1000 euro in contanti. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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