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| 19 mag 2023 | 12:40

Sgominata la banda che assaltava le banche con ruspe ed escavatori: in Trentino erano stati rubati i furgoni per trasportare i bancomat

I due malviventi lavoravano per un'azienda che li portava a spostarsi nelle province di Verona, Trento e Mantova, e per questo avevano la possibilità di eseguire meticolosi sopralluoghi e scegliere con cura gli obiettivi da colpire

Sgominata la banda che assaltava le banche con ruspe ed escavatori
di Redazione

CAPRINO VERONESE. Un rumore di mura e vetri in frantumi, l’escavatore e il bancomat divelto: era questo il biglietto da visita di una banda che colpiva gli istituti bancari del Veneto. Ora però i due membri del sodalizio criminale, un 46enne e un 49enne della provincia di Brescia, pluripregiudicati, sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Caprino Veronese. Questo successo è frutto di un’articolata indagine condotta dai militari culminata con gli arresti di ieri.

 

A San Pietro in Cariano per esempio, i due malviventi non avevano esitato a sfondare le vetrate della filiale della Banca Popolare di Verona utilizzando un escavatore rubato poco prima pur di mettere le mani sul malloppo. Nell’occasione, la notte del 6 agosto scorso, avevano danneggiato anche un palo dell’illuminazione pubblica e le tre auto parcheggiate davanti all’istituto di credito. La coppia di malviventi aveva poi colpito anche a Sant’Ambrogio di Valpolicella il 13 novembre successivo quando, in piena notte, con una ruspa trafugata a Dolcè, avevano sradicato il bancomat della Bpm di Domegliara, poi ritrovato a Gavardo due giorni dopo.

 

Secondo le accuse i due malviventi, approfittando della attività lecita che svolgevano alle dipendenze di una azienda del settore terziario della sponda bresciana del lago di Garda, per la quale dovevano spostarsi nelle province di Verona, Trento e Mantova, avevano la possibilità di eseguire meticolosi sopralluoghi e scegliere con cura gli obiettivi, dopo aver pianificato le vie di fuga.

 

Sempre secondo quanto ricostruito dai militari i due furgoni muniti di braccio meccanico usati per portare via i bancomat, entrambi rinvenuti dai carabinieri di Gavardo, erano stati rubati in provincia di Trento qualche giorno prima dei due colpi e poi nascosti in prossimità degli istituti bancari, mentre le due ruspe servite per sfondare le vetrate e sradicare le casse automatiche dai muri erano state rubate da alcuni cantieri della zona.

 

La svolta è arrivata dall’analisi delle telecamere presenti in zona grazie a cui i militari hanno individuando la vettura “pulita” che accompagnava i mezzi rubati quando venivano posizionati prima delle azioni. Altre prove sono state raccolte attraverso le analisi dei tabulati telefonici e i pedinamenti. I due uomini sono stati quindi rintracciati all’uscita della strada regionale 450 ad Affi mentre, a bordo del mezzo “pulito”, stavano compiendo una delle loro “escursioni” sulla sponda orientale del Garda. A quel punto sono stati tratti in arresto e in attesa del processo sono stati condotti in carcere.

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