Addio a Piero Cavagna: ''Amava il retrofuoco, per inquadrare l’essenza di quello che l’obiettivo della sua macchina fotografica inquadrava''
Il noto fotografo è morto a 63 anni durante un'escursione in montagna in valle dei Laghi. Il ricordo di Nereo Pederzolli: "E' stato bastian contrario, pronto a mettersi in discussione e a suggerire progetti fotografici scevri di sensazionalismo"

TRENTO. Il fotografo Piero Cavagna è morto a 63 anni a seguito di un drammatico incidente in montagna in valle dei Laghi avvenuto sabato 8 ottobre (Qui articolo).
E' grandissimo il cordoglio per la prematura scomparsa del 63enne (Qui articolo). Molto conosciuto, Cavagna è stato il fotografo di punta dei quotidiani locali, ma era anche molto noto per le diverse e importanti mostre fotografiche e i reportage.
Il ricordo di Nereo Pederzolli.
Amava il retrofuoco, per inquadrare l’essenza di quello che l’obiettivo della sua macchina fotografica inquadrava. Entrava così nel racconto visuale, spogliato da facili suggestioni estetiche. Anche se certamente coltivava la bellezza. Una cura per certi versi maniacale: il taglio della stampa fotografica, la grafia stessa in supporto all’immagine, tra colorimetria e l’amato bianconero.
Piero Cavagna è stato bastian contrario, pronto a mettersi in discussione e a suggerire progetti fotografici scevri di sensazionalismo. Puntava appunto a cercare il retrogusto, quel qualcosa in più che sprona la curiosità e spinge il fotografo a fermare quell’attimo che non si ripeterà più.
Progetti di recupero storico, per non disperdere la memoria di tragedie umanitarie, conflitti bellici, ma pure disastri ambientali. Spronava i giovani operatori dell’immagine a non essere succubi della tecnica, di quei sofisticati apparecchi che fermano il tempo. Suggeriva soluzioni alternative, lasciando alla tecnologia solo il compito di fermare idee, sogni, momenti solidali o altrettante occasioni gioiose.
Lo ha tradito solo un attimo di disattenzione, sul sentiero di una gita per un viaggio verso quell’infinito che raramente manipolava sulle sue fotocamere.












