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Trento
03 ottobre | 15:39

Bollette, il Comune di Trento passa da 5,9milioni di spesa a 15,3. Riscaldamento: massimo 19 gradi e un'ora in meno al giorno. Luce: si valuta spegnimento parchi e ciclabili

In queste spese la stragrande maggioranza riguarda servizi ai cittadini tra scuole, illuminazione pubblica, impianti sportivi. Ecco cosa succederà e come prevede il Comune di abbassare le sue bollette pur garantendo i servizi alla comunità 

TRENTO. Si stima che per l'anno 2022-2023 le spese per il riscaldamento del Comune di Trento ammonteranno a 6,7milioni di euro. Per fare un paragone, si consideri che tra il 2020-2021 era stata di 3,2 milioni e nel 2021-2022 era salita a 4,1 milioni. E l'energia? Nel 2021 è stata di 2,7 milioni, per il 2022 la previsione è di un esborso di 7 milioni che salirà a 8,6 nel 2023. Insomma cifre da capogiro che, ovviamente, non riguardano gli uffici comunali in sé quanto i pubblici servizi di cui fruiscono i cittadini quotidianamente. 

 

Cosa vogliamo dire? Che per quanto riguarda il riscaldamento il 45,5% dei costi sono legati alle scuole, il 15% ad ambulatori e associazioni, l’11% agli uffici comunali, l’8% agli impianti sportivi interni ai plessi scolastici, il 4% alle biblioteche, il 3% alle circoscrizioni (la percentuale residua è relativa ad altri spazi con funzioni diversificate). E sulla luce la sola illuminazione pubblica, con i suoi 18 mila punti luce totali, rappresenta il 56% della spesa totale per l’energia elettrica del Comune di Trento (se nel 2021 la spesa è stata di 1,2 milioni annui, la proiezione per il 2022 è di 3,6 milioni di spesa in assenza di interventi).

 

E' tempo, allora, di risparmi e di interventi per contenere questo enorme esborso di risorse pubbliche. Il piano comunale per contenere i consumi energetici prevede massimo 19 gradi in ufficio, riscaldamento un’ora in meno al giorno, accensione posticipata al 22 ottobre. Si valuta lo spegnimento di alcuni parchi e ciclabili e si chiede oculatezza nella gestione del calore nelle scuole e nelle sedi delle associazioni. Le luminarie di Natale, poi, saranno accese per minor tempo, photomapping solo in piazza Duomo.

 

 

Le disposizioni nazionali.

Il Comune di Trento è suddiviso in due zone climatiche, la E (sotto i 430 metri sul livello del mare) e la F (al di sopra dei 430 metri). Fino all’anno scorso, nella zona climatica E, l’accensione degli impianti termici era limitata, tra il 15 ottobre e il 15 aprile, a un massimo di 14 ore giornaliere tra le 5 e le 23. In seguito alla crisi energetica, le disposizioni nazionali hanno ridotto di 15 giorni il periodo di accensione del riscaldamento, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio.

 

Inoltre, a livello giornaliero, gli impianti di riscaldamento possono rimanere in funzione un’ora in meno. Dunque, quest’anno in città sono ammesse 13 ore giornaliere di riscaldamento dal 22 ottobre al 7 aprile. Negli edifici pubblici, indipendentemente dal raggiungimento delle 13 ore, lo spegnimento del riscaldamento sarà anticipato di un’ora rispetto al passato. Nella zona climatica F il funzionamento degli impianti termici non è soggetto ad alcuna limitazione né riguardo al periodo dell’anno né alla durata giornaliera: per gli edifici pubblici verrà valutato caso per caso il calendario di accensione, ai privati si raccomanda il contenimento dei consumi in una necessaria responsabilizzazione rispetto all’utilizzo del gas.

 

Azioni per il contenimento della spesa per il riscaldamento.

Per gli uffici pubblici, si è decisa la riduzione di un’ora del riscaldamento con temperatura a 19 gradi. Tenendo conto dell’accensione ridotta in applicazione delle disposizioni nazionali (22 ottobre-7aprile), si stima un possibile risparmio del 10 per cento. La chiusura di tutte le sedi comunali il venerdì pomeriggio potrebbe portare a un ulteriore risparmio del 4 per cento della voce di spesa relativa. Anche per quanto riguarda le scuole le disposizioni Cingolani prevedono la riduzione di un’ora di riscaldamento e di un grado della temperatura (19 gradi): è in corso una ricognizione delle esigenze per l’ottimizzazione dell’uso degli edifici, in particolare negli orari delle attività pomeridiane in modo da ridurre il tempo in cui è necessario riscaldare. Stessa strategia anche per le sedi delle associazioni: in questo caso sarà importante razionalizzare l’utilizzo degli spazi e modulare l’accensione del riscaldamento solo nelle ore di reale necessità. In questo caso la stima del risparmio è difficilmente preventivabile, data l’attuale forte diversificazione delle esigenze.

 

Azioni per contenere la spesa dell’energia elettrica.

Si è scelto di confermare le luminarie natalizie ma con riduzione del 15-20 per cento della durata di accensione giornaliera e la limitazione del photomapping alla sola piazza Duomo con contestuale abbassamento dell’illuminazione pubblica. Il risparmio previsto sarebbe pertanto circa del 20 per cento rispetto al consumo di energia degli anni precedenti. Si è scelto di spegnere un’ora prima le 53 luci architettoniche in città. È al vaglio la scelta di spegnere dalle 23 alle 6 alcune aree verdi e ciclabili, valutando naturalmente anche l’impatto sulla sicurezza. Laddove è presente l’illuminazione a led con il controllore di potenza si valuta di anticipare la riduzione d’intensità delle luci stradali a partire dalle 22. È infine fondamentale proseguire nell’applicazione del piano di sostituzione dei corpi illuminanti stradali e architettonici con sistemi a risparmio energetico. Attualmente gli investimenti previsti da parte del servizio Opere di urbanizzazione primaria sul bilancio 2022-2024 è pari a 210 mila euro annui con fondi del Pnrr.

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