Cambiamenti climatici e diffusione dei virus, il virologo del Cibio: "West Nile e Dengue? Mi aspetto che diventino sempre più endemiche anche qui"
I cambiamenti climatici sono fattori che possono incidere direttamente o indirettamente sulla diffusione dei virus. Pizzato: "Con estati così calde la West Nile e la Dengue sarà sempre più endemica anche qui nonostante siano tipiche di paesi tropicali e subtropicali. Stagionalità dell'influenza? Dipende da come noi cambieremo le nostre abitudini"

TRENTO. "E’ possibile che in futuro la West Nile e la Dengue, malattie portate dalle zanzare che dovrebbero essere tipiche di paesi tropicali e subtropicali, diventino endemiche anche qui con i cambiamenti climatici in corso. Se il trend sono estati così calde come queste e inverni più miti". Così risponde Massimo Pizzato, virologo del Cibio. Il cambiamento climatico non può essere infatti un fattore sottovalutabile rispetto anche alle malattie che si stanno diffondendo.
In questi ultime settimane c'è stata massima allerta per queste malattie visto che alcuni casi sono stati registrati proprio qui in Trentino e nel bellunese. In Veneto infatti i focolai erano molti già a fine agosto e la situazione sembra aggravarsi di giorno in giorno. L'Azienda sanitaria di Trento invece, pur non avendo comunicato casi di infezioni da West Nile virus mantiene alta l'attenzione anche dal punto delle azioni da poter mettere in campo come prevenzione essendoci stati casi nei territori limitrofi.
Se il cambiamento climatico incide in modo più diretto nel caso delle malattie portate dalle zanzare, il virologo non esclude una correlazione anche indiretta con l'influenza stagionale. "Tanti possono essere i fattori che incidono sulla diffusione dei virus, quindi anche quelli influenzali. Cambiamento climatico sull'influenza? Può incidere su come noi cambieremo le nostre abitudini. La stagionalità non è del tutto riconducibile infatti alla natura del virus: questa rimane ancora una domanda aperta".
Dopo l'arrivo del Covid infatti, "è diventato ancora più chiaro come a rendere i virus 'stagionali' è il modo in cui viviamo: stare in un ambiente chiuso ne favorisce la diffusione. Poi è possibile che con le temperature più rigide e meno raggi ultravioletti il virus sopravviva più a lungo nell’ambiente". Tuttavia, nel caso della pandemia da Covid infatti, "si è visto come le ondate si siano ripresentate anche in piena estate, come si è potuto notare negli ultimi mesi".
I cambi repentini di temperatura e gli sbalzi termici elevati che si stanno verificando in questa stagione possono quindi portare a un "indebolimento della mucosa respiratoria che è quindi più aggredibile con temperature più basse - conclude il virologo - questo ci ricorda che proprio per la propensione a subire più infezioni nelle stagioni fredde sia importante mantenere alta la nostra immunità contro i virus influenzali e il coronavirus, approfittando dei richiami vaccinali che ci vengono offerti".












