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Caso Cloe Bianco, "Transfobia istituzionalizzata, la politica non fa nulla". Da Arci a Udu, la manifestazione davanti alla Pat: "Distanze dall'assessora Donazzan"

La manifestazione si terrà il 29 Giugno alle 17 per la morte di Cloe Bianco. Le associazioni organizzatrici: "Il messaggio è che il Trentino è inclusivo e libero. Abbiamo più volte sentito affermazioni omobilesbotransfobiche da parte di esponenti del centrodestra trentino. Ne è una dimostrazione l'iniziativa di legge dove si vorrebbe vietare qualsiasi iniziativa di educazione sentimentale, affettiva e sessuale agitando lo spauracchio dell'ideologia gender"

Di Francesca Cristoforetti - 23 giugno 2022 - 18:15

TRENTO. "Questa omolesbobitransfobia istituzionalizzata porta con sé la stessa matrice culturale che ha portato alla morte di Cloe Bianco. Troppo spesso leggiamo di persone appartenenti alla comunità Lgbtquia+ che si tolgono la vita, di episodi gravi di discriminazione ai danni di persone queer e sempre vediamo le istituzioni provinciali che non fanno nulla". Con queste parole Agedo, Anpi, Arci, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Udu Trento, Laici trentini per i diritti civili e Non una di meno Trento lanciano una manifestazione per Cloe Bianco, professoressa veneta di fisica, che si è tolta la vita perché vittima di discriminazione e odio in quanto donna transgender.

 

La manifestazione, che si terrà il 29 Giugno alle 17:00 davanti al palazzo della Provincia Autonoma di Trento, vuole essere un chiaro monito per le istituzioni: "Invitiamo tutti i trentini e le trentine che hanno a cuore l’eguaglianza e la libertà di tutti e tutte, gli studenti e le studentesse universitarie e chiunque abiti questo territorio a unirsi a noi per chiedere di essere ricevuti e lanciare un messaggio: il Trentino è inclusivo e libero. Non c’è spazio per l'odio, la sopraffazione e la discriminazione".

 

La morte di Bianco "ci ha scosso nel profondo", sostengono le associazioni. "Le dichiarazioni dell'assessora all'Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari opportunità della Regione Veneto Elena Donazzan, - accusano - che portarono alla sospensione della professoressa dall'insegnamento e quelle che, oggi, profanano, con grande mancanza di rispetto, la memoria di una donna che si è tolta la vita per i colpi di istituzioni pubbliche transfobiche, ci toccano e ci indignano".

 

Secondo le associazioni non è accettabile che nessuno del governo provinciale "abbia preso le distanze dall’assessora": "Abbiamo più volte avuto modo di sentire e leggere affermazioni omo-bi-lesbo-transfobiche da parte di esponenti del centrodestra trentino. Ne è una dimostrazione plastica l'iniziativa di legge che vede come primo firmatario il consigliere provinciale del Trentino Claudio Cia per la modifica dell'assetto scolastico, dove si vorrebbe vietare qualsiasi iniziativa di educazione sentimentale, affettiva e sessuale agitando lo spauracchio dell'ideologia gender" (Qui l'articolo).

 

"L’obiettivo, non dichiarato ma evidente - dichiara Shamar Droghetti, presidente di Arcigay del Trentino - del ddl presentato dal consigliere Cia è quello di rendere la scuola un luogo di discriminazione. Si punta a minare la libertà (e la responsabilità) delle scuole di formare cittadine e cittadini liberi e consapevoli. Ci auguriamo davvero che questa provocazione ideologica sia respinta fermamente dalle istituzioni trentine".

 

Il ddl presentato da Fratelli d’Italia e fortemente voluto dall’associazione Provita, "in nome della fantomatica e antiscientifica teoria gender, - spiega Claudia Merighi, presidente dei Laici trentini per i diritti civili - vuole minare l’autonomia scolastica chiedendo che si elimini ogni riferimento all’educazione all’inclusione e alle relazioni, peraltro già eliminate dalla giunta leghista, ci dice forte e chiaro da che parte sta il governo provinciale. Per questo è fondamentale continuare a ribadire con forza l’importanza di politiche inclusive che portino avanti messaggi di rispetto, contro ogni forma di violenza e odio. Non lasceremo che ci trascinino nel Medioevo".

 

Cloe Bianco non deve rimanere soltanto un ricordo, ma deve diventare una presa di consapevolezza perché questi tragici episodi, dovuti al contesto culturale e sociale ancora discriminatorio, non accadano più. "Per questo serve una legge come il ddl Zan, - spiegano gli organizzatori della manifestazione - è necessaria l'istituzione di un osservatorio sugli episodi di discriminazione in Trentino e sono dovute le dimissioni della Donazzan. Pretendiamo che la Giunta trentina prenda le distanze da quella veneta e chiediamo l'immediato ritiro del disegno di legge del consigliere Cia".

 

"Come studenti e studentesse universitarie – aggiunge Federico Amalfa coordinatore dell’Udu Trento – che vivono questo territorio, sentiamo la necessità di agire, di scendere in piazza, di dire che la visione del mondo che hanno la Donazzan e i suoi sodali non è più accettabile. Noi vogliamo un paese inclusivo, vivo, in cui chiunque sia libero di esprimere il proprio io a pieno. Vogliamo un mondo dove si possa vivere tutti assieme e non siamo più disposti ad attendere".

 

Si aggiunge anche la voce di Giuseppe Lo Presti, referente per il Trentino Alto Adige di Famiglie Arcobaleno: "La tristezza per questo suicidio in completa solitudine non esime esponenti delle istituzioni da dichiarazioni volgari e di pessimo gusto. Il silenzio sarebbe forse un atteggiamento più rispettoso. Quella solitudine parla dell'impossibilità in certi contesti culturali di dirsi diversi dalla 'media' e esistere nella propria individualità senza temere di offendere presunte altre sensibilità. Ci auguriamo un sussulto di umanità e compassione da chi brandisce la morale comune come fosse un martello e un sussulto di orgoglio e di voglia di liberazione da questi politici da parte della popolazione trentina e veneta".

 

Si sottolinea la necessità di istituzioni inclusive, dichiara Andrea La Malfa, presidente Arci del Trentino: "Questo vale quando si deposita una proposta di legge in Consiglio Provinciale, come nelle scuole. Istituzioni inclusive è qualcosa di più di non essere escludenti; non basta la non discriminazione ma significa anche compiere azioni attive per essere la casa di ognuno. Questo è il senso compiuto della democrazia e della promozione dei diritti".

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