“Vietato parlare di identità sessuale”: la legge per imbavagliare le scuole trentine e discriminare la comunità Lgbtq. Futura: “La bloccheremo, pronti a fare ostruzionismo”
Il ddl è stato presentato da Fratelli d’Italia con l’obiettivo di accogliere le istanze promosse dall’associazione Pro vita e famiglia. Futura pronta ad alzare le barricate in Consiglio provinciale: “Con la Giunta di Destra abbiamo visto quanto poco ci voglia a cancellare esperienze importanti sul fronte educativo”

TRENTO. Nelle scorse settimane l’associazione Pro vita e famiglia aveva consegnato alla presidenza del Consiglio provinciale oltre 5.000 firme per promuovere una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole”. Nel mirino c’è ancora una volta la fantomatica ideologia gender, cioè uno spauracchio agitato dalla Destra per attaccare la comunità Lgbtq.
A quanto pare la proposta è stata prontamente raccolta dal Gruppo provinciale di Fratelli d’Italia formato da Claudio Cia, Alessia Ambrosi e Katia Rossato che, assieme al consigliere fassano Luca Guglielmi, hanno presentato un disegno di legge affinché “nelle scuole di ogni ordine e grado” venga vietata “la realizzazione, con il coinvolgimento di studenti, di progetti o attività basati sulla prospettiva di genere, che promuovano la fluidità di genere o dell’identità sessuale, oppure che insegnino a dissociare l’identità sessuale dal sesso biologico”. Formula dalla vaga interpretazione dentro la quale potrebbero essere fatti ricadere in maniera strumentale molti corsi, compresi quelli di eduzione sessuale.
Inoltre lo stesso ddl introdurrebbe addirittura una forma di approvazione preventiva, con il consenso scritto dei genitori, “per tutte le attività relative all’educazione affettiva o sessuale, alla salute riproduttiva o al genere e all’identità sessuale che prevedano il coinvolgimento di alunni e studenti”. Quest’ultimo un modo per scoraggiare le iniziative delle scuole che si vedrebbero sommerse da una serie notevole di procedure burocratiche che allungherebbero i tempi.
Infine, se nel corso o al termine delle attività il dirigente scolastico o il consiglio d’istituto, “anche su segnalazione di un genitore”, rilevassero dei contenuti non coerenti con le indicazioni fornite il provvedimente vorrebbe che l’associazione o l’ente proponente non fossero più ammessi a realizzare attività nell’istituto scolastico per almeno un triennio.
“Da quando governa la Lega abbiamo continuato a denunciare la difficoltà che si incontrano per fare avanzare il Trentino sui temi dei diritti civili”, afferma il consigliere di Futura Paolo Zanella. “Con la Giunta di Destra abbiamo visto quanto poco ci voglia a cancellare esperienze importanti sul fronte educativo per la lotta alle discriminazioni e all’odio di genere e omobilesbotransfobico”. Con l’arrivo al governo della Lega infatti, i corsi di educazione alla relazione di genere promossi nelle scuole erano stati pesantemente ostracizzati.
“È in questo clima – prosegue Zanella – che associazioni come Provita presentano una petizione perché si garantisca la libertà di discriminare, che loro spacciano per ‘libertà educativa’, partendo da posizioni antiscientifiche, reazionarie e patriarcali. L’avversione di Fratelli d’Italia verso la libertà di autodeterminazione delle persone Lgbtq torna dunque a farsi sentire con un disegno di legge che definire discriminatorio, illiberale e antiscientifico è dire poco”.
Secondo Futura quello portato avanti dal partito di Giorgia Meloni è un attacco all’autonomia scolastica e alla libertà d’insegnamento. “Un attacco alla cultura dell’inclusione all’accoglienza di chi sente di non riconoscersi nel sesso anagrafico attribuito alla nascita o nel binarismo di genere; la fluidità di genere non si promuove, esiste. Per questo – conclude Zanella – faremo tutto il possibile per ostacolare questo disegno di legge che altro non è che la crociata ideologica e reazionaria di Provita e del consigliere Cia contro la libertà di essere se stessi”.
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