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| 31 mar 2021 | 17:01

Corsi di genere nelle scuole? Segnana ammette: “In tv mi sono sbagliata”. Zanella: “Mancano perché la Giunta ha deciso di sospenderli”

Educazione alla parità di genere nelle scuole, in Consiglio provinciale Zanella interviene contro Segnana: “I corsi c’erano e funzionavano da più di 10 anni ma la Giunta ha deciso di sospenderli”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nei gironi scorsi in Consiglio provinciale è andata in scena un nuovo capitolo della battaglia sui corsi per educare alla parità di genere: protagonisti l’assessora alla salute e alle politiche sociali Stefania Segnana, e il consigliere di Futura Paolo Zanella. Quest’ultimo infatti ha ricordato all’assessora di una sua recente apparizione in un programma televisivo, Filo diretto in onda su Trentino Tv, dove Segnana avrebbe riferito che all’interno delle scuole si sarebbero tenuti alcuni di questi corsi per le pari opportunità.

 

Chiamata in causa sulla vicenda Segnana ha ammesso l’errore: “Dei 14 progetti nessuno dei progetti ammessi a finanziamento era stato presentato da istituzioni scolastiche né le coinvolgeva”. Più nel dettaglio ha riferito l’assessora nel 2020, per quanto riguarda la promozione della cultura delle pari opportunità fra donne e uomini erano stati presentati 6 progetti “ma nessuno di essi è stato finanziato”. Di questi 5 non sono stati ammessi nelle graduatorie di fatto per non aver presentato la verifica e la validazione preliminare dei progetti e delle iniziative da parte di Iprase, l’altro invece pur essendo stato approvano, non è stato finanziato perché erano esaurite le risorse messe a disposizione.

 

“Per quanto riguarda le mie affermazioni – ha sottolineato Segnana – evidentemente ho sbagliato a esprimermi. Siccome molto spesso ricevo accuse che per colpa mia non si fanno più i corsi, intendevo dire che la delibera c’è e i progetti possono essere presentati nella maniera corretta”. Secca la controreplica di Zanella: “Mi fa piacere che l’assessora ammetta di aver detto qualcosa di sbagliato, altrimenti passa il messaggio che stiamo facendo dei corsi nelle scuole quando in realtà non è così. Ciò non avviene perché la Giunta ha deciso di sospendere i corsi di educazione alla relazione di genere che erano già previsti, codificati e funzionavano da più di 10 anni e quindi si sarebbe potuti andare avanti a farli”.

 

D’altra parte lo stesso Consiglio aveva approvato un ordine del giorno per far ripartire i progetti all’educazione di genere. “Il problema – ha commentato infine Zanella – è che se il bando viene presentato a fine agosto con la scadenza fissata in ottobre diventa difficile per istituti e le varie realtà presentare delle proposte. Questi corsi servono per far sì che non crescano uomini e donne che poi scrivono su social network affermazioni sessiste come quelle che abbiamo sentito dal consigliere Alessandro Savoi”.

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