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Il cortocircuito dei Pro vita, chiedono “libertà educativa” per “bandire l’ideologia gender dalle scuole”. Il ddl che ha raccolto quasi 6.000 firme

Quasi 6.000 firme per promuovere il ddl dei Pro vita che è stato consegnato al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. L’appello a Bisesti per una legge contro la comunità Lgbtq e la fantomatica ideologia gender

Di Tiziano Grottolo - 27 aprile 2022 - 16:28

TRENTO. Sono 5.942 le firme che accompagnano la petizione lanciata dall’associazione Pro vita e famiglia per promuovere una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole”. Stamane infatti, Luca Poli responsabile del Movimento pinetano per la vita, a nome del comitato promotore, ha consegnato la petizione al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, spiegando che l’appello è rivolto principalmente all’istruzione Mirko Bisesti.

 

Anche i meno attenti però, si saranno accorti del cortocircuito perché parlare di “libertà educativa”, chiedendo di escludere è di per sé un controsenso. Come se non bastasse poi si parla della fantomatica ideologia gender, cioè uno spauracchio agitato dalla Destra per attaccare la comunità Lgbtq. A quanto pare a far scattare la reazione di Pro vita e famiglia è stata la conferenza “Sei sempre tu. Come orientarsi tra generi e identità” che secondo l’organizzazione sarebbe stata promossa dall’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina.

 

“Un evento che – spiegano i promotori della petizione – sotto la solita maschera della lotta alle discriminazioni, celava l’ennesimo tentativo di indottrinamento Lgbtq”. Sempre secondo Pro vita e famiglia infatti, “nonostante la bocciatura del ddl Zan il concetto antiscientifico dell’identità di genere fluida continua a essere veicolato nelle scuole”. Da precisare come in verità l’incontro si sia tenuto al Muse, il Museo delle Scienze di Trento, un luogo che sicuramente mal si concilia con il cattolicesimo integralista.

 

A questo punto vale la pena ricordare come dietro alla onlus di Pro vita e famiglia, appoggiata anche da Lega e Fratelli d’Italia, si nasconda una realtà molto ramificata e potente. Un’organizzazione (con 50 circoli territoriali) che dice di ispirarsi ai principi cristiani e per nulla disinteressata, visto che come riportato sul proprio sito “si impegna per costruire una società fondata sui valori della vita e della famiglia, contro la cultura della morte”, promuovendo al contempo “la famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. Oltre a questo è impegnata a combattere “la propaganda gender” e ha lanciato una campagna per limitare l’uso della pillola abortiva. In altre parole l’humus culturale è lo stesso che accomuna la Destra reazionaria e il mondo integralista ultracattolico.

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