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Al Muse una serata su 'generi e identità''. Pro Vita: ''Basta propagandare teorie Lgbtqia+'' ma il Museo risponde: ''Da sempre impegnati su diversità e inclusione''

La polemica è nata da un evento che il Museo organizza il 20 novembre in occasione Giornata Internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Si tratta di una conferenza dal titolo: "Sei sempre Tu, come orientarsi tra generi e identità''

Di G.Fin - 15 November 2021 - 19:50

TRENTO. “Solidarietà all’Istituto comprensivo Alta Vallagarina” e allo stesso tempo sconcerto riguardo a “toni e contenuto accusatori” con i quali i rappresentati dell’associazione Pro Vita stigmatizzano “l’operato del tutto legittimo dell’Istituto, censurando una azione di informazione che propone un evento al quale ogni cittadino è libero di partecipare, senza essere obbligato a raccogliere l’invito”. Sono queste le parole utilizzate dal Muse, tra il più importanti musei del Trentino, per rispondere all'accusa che nelle ultime ore è arrivata dall'associazione Pro Vita che ha criticato un evento che si terra nei prossimi giorni in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

 

Il titolo dell'importante appuntamento è “Sei sempre Tu, come orientarsi tra generi e identità” e l'istituto comprensivo della Vallagarina, attraverso una mail, ha avvisato le famiglie sulla possibilità di partecipare. E' però bastato questo per far arrivare gli attacchi del movimento pro-life ai quali si è poi basato anche il consigliere provinciale Luca Gugliemi per presentare una interrogazione provinciale.

 

L'EVENTO

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, il Muse– Museo delle Scienze organizza “Sei sempre tu, come orientarsi tra generi e identità”, una conferenza sull’identità sessuale, la libertà di espressione e la necessità universale di tutelare i diritti sacri e inviolabili dei più giovani. La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

L'iniziativa è un confronto a più voci ed è nato dalla collaborazione con la Rete ELGBTQI del Trentino Alto Adige, Associazione Agedo Trentino e Centro Studi Interdisciplinari di Genere Università degli Studi di Trento. L'evento è in programma sabato 20 novembre 2021 alle 20.30 alla quale si potrà partecipare sia in presenza che in diretta streaming attraverso la pagina Facebook del Museo.

Durante la conferenza verrà presentata "Sei sempre tu: Guida informativa per adulti su omosessualità e varianza di genere" con Elena Broggi, vicepresidente di Agedo nazionale, curatrice della guida insieme a Enrico Maria Ragaglia. Interverranno, inoltre, Barbara Poggio del Centro Studi Interdisciplinari di Genere Università degli Studi di Trento e Laura Mincone, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. A moderare l’incontro sarà Lucia Martinelli, ricercatrice senior del Muse  e President of the European Platform of Women Scientists – EPWS. “Con questa serata – ha sottolineato Martinelli – intendiamo sensibilizzare e far partecipare la cittadinanza rispetto al significato personale e sociale di identità sessuale e di genere, una questione spesso rivestita di stereotipi, ideologismi e tabù. Una questione che invece richiede di essere affrontata con un approccio scientifico, rispetto e sensibilità, per evitare inutili e pericolose divisioni e sofferenze”.

 

LA REAZIONE DI PRO VITA

L'associazione Pro Vita non solo critica la decisione del Museo di organizzare l'evento ma anche quella presa dall'istituto dell'Alta Vallagarina di informare le famiglie della conferenza.

“L’Istituto comprensivo in questione - denuncia Pro Vita - raggruppa scuole elementari e medie, dunque la pubblicità della scuola si rivolge a bambini e adolescenti giovanissimi. E’ inaccettabile che una realtà statale, pagata con i soldi dei contribuenti e dunque degli stessi genitori, veicoli in particolare l’ideologia della 'varianza di genere' ai genitori di bambini e bambine dai 6 anni in su. Per giunta proprio nell’anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’infanzia”.

Pro Vita punta il dito anche contro l'evento. “Si parla di 'confronto a più voci' – continua in una nota - ma le realtà coinvolte non rispecchiano un vero contraddittorio sul tema e l’evento, pubblicizzato dall’Istituto, va a senso unico nella direzione della propaganda Lgbt e della fluidità di genere”. “I dirigenti scolastici e le autorità - precisa Pro Vita & Famiglia - devono smetterla di propagandare le teorie LGBTQIA+ e della varianza di genere, sotto la maschera dell’educazione all’affettività, all’inclusività e della lotta al bullismo, come troppo spesso accade da ormai molti anni”.

 

 

IL MUSE

“Le accuse sembrano essere originate da una frettolosa lettura di ciò he viene proposto” spiega il Muse nel rispondere a Pro Vita.

 

Nel comunicato di presentazione dell'evento il museo spiega che “Con questo incontro, il Muse testimonia il suo impegno concreto, a fianco di tanti enti e associazioni della nostra Provincia, a prendersi cura di importanti aspetti che riguardano la società, quali la diversità e l'inclusione. Questo, anche in accordo all’articolo 13 della ‘Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ che cita il diritto alla libertà di espressione delle persone più giovani”.

 

L’Unicef, nel Position Statement del novembre 2014, ha rimarcato la necessità di intervenire contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei bambini e dei loro genitori basata sull’orientamento sessuale e/o l’identità di genere. Un’analoga policy è da tempo seguita dall’Unesco. “Favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattico-formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale – spiega in una nota il Muse - non significa promuovere un’inesistente 'ideologia del gender', ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo”.

 

Anche nelle pagine del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri si può leggere: “Stereotipi e pregiudizi spesso cominciano a manifestarsi fin dall’infanzia e dall’adolescenza, nel delicato momento del passaggio all’età adulta. Proprio per questo è fondamentale prevenire e contrastare le discriminazioni fin da subito, intervenendo su più fronti e puntando sul ruolo centrale dell’educazione e della scuola.”

“Al museo – chiarisce il Muse - non è demandata l’educazione formale dei cittadini, compito che spetta alla scuola; d’altro canto da sempre il museo è un forte alleato del sistema educativo, col quale non si confonde né si sovrappone, ma che integra offrendo una educazione di tipo informale. Il museo da sempre è attento a cogliere le questioni 'calde', i temi controversi perché ritiene che solo attraverso il confronto di opinioni e punti di vista diversi, purché scientificamente fondati sui fatti e suffragati da dati, si possa arricchire il bagaglio culturale di ciascuna persona, aumentandone conoscenza e consapevolezza. Fa parte della missione del museo diffondere conoscenze affidabili e validate, accogliere e sollecitare il confronto, rispondere ai temi emergenti con ciò che di più aggiornato può dire la scienza”. Questo il motivo che ha portato il Museo ad organizzare la serata per il 20 novembre, “Per offrire una occasione di riflettere su un tema che non riguarda solo gli adulti. Una iniziativa che è stata segnalata alle scuole di ogni ordine e grado (non solo delle elementari e medie), ritenendo che docenti e genitori sensibili a queste tematiche potessero volersi informare o confrontare su questo tema”.

 

Da ultimo ma non meno importante, l’impegno del Muse nella promozione dell’Agenda Onu 2030 non trascura le azioni riferite all’Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutte e tutti.

Non di propaganda - dunque - non di una informazione a senso unico si tratta – conclude la nota il Muse - ma di una conferenza informativa per  sensibilizzare le persone sul tema, educandole al rispetto e alla parità di genere, contro gli stereotipi. Il nesso tra tema e giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza è saldato dal principio di diritto alla libertà di espressione”.

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