Contenuto sponsorizzato
Belluno
28 maggio | 11:27

Longarone Fiere, Maurizio Castro nuovo amministratore unico. “Non sarò l’uomo solo al comando: dialogo con i soci per il rilancio”

Dopo le dimissioni del Cda, l’assemblea soci di Longarone Fiere Dolomiti ha nominato amministratore unico Maurizio Castro, già senatore e figura apicale di diverse realtà industriali venete. Un mandato che, assicura, sarà all’insegna di “trasparenza e pluralità”. Per il 2026, confermata la Mig ma serve ripensare tutta l’offerta fieristica per incrementare i ricavi

LONGARONE. “Siamo istituzioni e dobbiamo essere trasparenti perché una governance che non conosce pluralità e trasparenza è monca. Nessuno pensa all’uomo solo al comando: uno dei successi del mio piano di rilancio sarà creare le condizioni per una governance di questo tipo. Più plurale sarà l’azionariato, meglio sarà, anche tramite un'ipotesi di allargamento sotto forma di crowdfunding”.

 

Apre così il suo mandato da amministratore unico di Longarone Fiere Dolomiti Maurizio Castro, nominato all’unanimità dall’assemblea dei soci martedì 26 maggio. Già docente di diritto penale, Castro ha sviluppato la sua carriera manageriale in diverse realtà industriali del Veneto, è stato direttore generale dell’Inail e della Fiera di Vicenza e, tra i vari incarichi professionali e politici, ha ricoperto ruoli anche in Confindustria e Federmeccanica ed è autore di articoli scientifici su temi giuridici e di relazioni industriali.

 

“Una scelta fatta - spiega Roberto Padrin, sindaco di Longarone - dopo le dimissioni del Consiglio di amministrazione, che ringrazio per aver portato avanti l’attività con difficoltà in questo anno e mezzo ed essere riuscito a chiudere in prospettiva il bilancio (la data sarà il 30 giugno) con segno positivo. Ringrazio inoltre il dottor Castro per la disponibilità ad aiutarci a superare un momento non facile per il sistema fieristico nazionale, e di Longarone in particolare. Per noi soci pubblici la fiera è un asset strategico, quindi faremo il possibile per puntare a un rilancio e salvaguardare la sua storia”.

 

Per farlo c’è compattezza attorno all’esperienza professionale di Castro. “Ringrazio i soci - afferma quest’ultimo - per la stima espressa nei miei confronti. Sono legato sentimentalmente e professionalmente al territorio e, quando mi è stata chiesta una mano per la fiera, ho solo finto di essere riottoso ma sapevo che avrei accettato. Sarà una sfida bellissima perché la fiera è piccola e il territorio per certi versi periferico, ma hanno una straordinaria forza identitaria da preservare”.

 

Come? Rifiuta la “lectio facilior”, la strada più semplice, perché l’obiettivo primario è rilanciare il polo. “In tutto il mondo - spiega - è in atto un processo di concentrazione degli operatori fieristici ed è evidente che per Longarone non ci sarebbe scampo se non come terminale montano di fiere altrui. Diversa è invece la ‘lectio difficilior’, che consiste anzitutto nell’identificare ciò che rende distintiva una fiera, e qui è la specialità della montagna come luogo dello spirito. Dall’altro lato, sarà necessario estendere il presidio oltre le rassegne esistenti, per accrescere il fatturato”.

 

Non bastano più quindi le manifestazioni tradizionali: Castro parla di una riflessione con tutti gli stakeholder per creare un “laboratorio di energie e innovazione”. Servono cioè nuovi eventi, per incrementare e non di poco i ricavi, e un riposizionamento del brand stesso.

 

Il primo nodo da sciogliere sarà la Mostra internazionale del gelato artigianale (Mig) in programma a novembre. “La strada facile - afferma - sarebbe rinunciare, perché ha sempre meno presa. Possiamo però fermare la Mig solo se abbiamo già un progetto di rilancio: se saltassi l’edizione 2026, dovrei cioè portare al mercato un’idea vincente per l’anno prossimo. Ad oggi è difficile immaginarlo, perciò prima di creare un’interruzione traumatica nella continuità di un mito bisogna andarci piano. Piuttosto, valuteremo possibili soluzioni che puntino a un riposizionamento verso l’alto, immaginando una rassegna del gelato più puro, sofisticato e da chef, e non massivo”.

 

Non è esclusa neanche la vendita dei capannoni, sulla quale si era espresso il vecchio Cda in ottica di recuperare risorse finanziarie. Ma questa sarebbe di nuovo la soluzione facile, che Castro mette in seconda ipotesi rispetto a una possibile strategia espansiva della fiera che non si limiti a tagliare i costi e cedere gli immobili.

 

Su tutto ciò, entusiasmo arriva anche da altri soci dell’ente. La Provincia di Belluno, con il presidente Marco Staunovo Polacco, esprime la “sensazione che le prospettive siano buone”, mentre Mario Pozza, della Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti, auspica a una coesione tra sistema produttivo, politica e associazioni. Infine la Regione, che con l’assessore Dario Bond fa appello al territorio per rispondere alle richieste che la fiera porrà. “Deve diventare il centro dell'intera provincia. Dovremo pensare - conclude - ad altri format e ad ampliarci verso i mercati esteri. Siamo la fiera della montagna e non dobbiamo dare nulla per scontato: dopo aver vissuto di Olimpiadi e grandi eventi, ora arriva il momento di costruire iniziative nuove e diversificate”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 28 maggio | 15:46
Nel pomeriggio di oggi (28 maggio) un'ondata di maltempo ha interessato anche la zona del Veronese, dove si segnalano grosse grandinate
Cronaca
| 28 maggio | 17:15
La replica di Roberto Bellini – presidente autotrasportatori Confartigianato Trento – alle parole degli esperti di Cipra sulla manifestazione [...]
Sport
| 28 maggio | 15:51
Incredibile ma vero: Jannik Sinner saluta il Roland Garros al secondo e cede in cinque set all'argentino Juan Manuel Cerundolo. Il fuoriclasse [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato