Belluno, cambio di vertice in Provincia: il saluto di Roberto Padrin e le priorità di Marco Staunovo Polacco su idroelettrico, autonomia e viabilità
Dopo due mandati, lascia il ruolo di presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, cui subentra Marco Staunovo Polacco. Dal primo l’auspicio che si mantenga il no su Vanoi e Vajont, mentre il nuovo presidente delinea le priorità: il rinnovo delle concessioni idroelettriche, l’autonomia provinciale e la viabilità, dove non esclude lo sbocco a Nord

BELLUNO. “Un grande in bocca al lupo al nuovo presidente e al Consiglio che verrà: sono sicuro di lasciare una Provincia in salute, soprattutto dal punto di vista delle risorse umane che ci lavorano. Su Vanoi e Vajont mi aspetto siano confermate le linee condivise dal Consiglio provinciale: sul primo siamo sempre stati uniti e abbiamo manifestato la nostra contrarietà per primi, mentre sul Vajont il no è legato a una questione soprattutto morale. C’è comunque disponibilità a valutare eventuali interventi che, però, devono avere un ritorno sul territorio”.
È questo il messaggio al nuovo presidente della Provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco (qui l’elezione) di Roberto Padrin, che lascia l’incarico dopo due mandati. E, tra le questioni politicamente più calde al momento, quelle accennate sembrano spiccare, tanto che contrarietà assoluta è espressa dal candidato sconfitto Nicola Vieceli (centrosinistra). “Siamo contenti del risultato ottenuto, oltre le previsioni. Staunovo Polacco - afferma - è amministratore di un piccolo Comune e conosce bene le priorità del territorio: non potremo perciò che collaborare per uscire dalle situazioni più difficili per la provincia. Sul fronte Vanoi e Vajont, i nostri no non sono discutibili: dobbiamo impegnarci su altri punti, mentre qui siamo fuori dal contesto di discussione politica”.
Cosa aspettarsi allora dal nuovo presidente? Non nasconde “qualche preoccupazione personale” per la nuova avventura, ma guarda già al confronto con il Consiglio provinciale che conta di rinnovare al più presto (per legge entro 90 giorni, ma si vuole anticipare). “Ho già delineato alcune linee programmatiche - sottolinea Staunovo Polacco - ma è necessario ci sia il nuovo Consiglio insediato. Il tema più importante riguarderà il rinnovo delle grandi concessioni (qui), da affrontare con la Regione Veneto. La Provincia da sola non può raggiungere gli obiettivi: deve fare sistema con enti pubblici locali, imprese e cittadini per poi portare la partita all’attenzione regionale”.
Per farlo, serve però una Provincia forte, che rivendichi la sua autonomia, con le prerogative teoricamente garantite al territorio bellunese dallo Statuto regionale, ma di cui si vedono poco i benefici. “Se vogliamo una Provincia autonoma nei fatti - prosegue - è necessario il ruolo di supporto dell’ente Provincia tra il legislatore statale ed enti locali e cittadini, affinché le iniziative portate avanti sul territorio abbiano corsie preferenziali nel portare a terra gli investimenti in pochi mesi, anziché in anni”.
Ovviamente non manca la lotta allo spopolamento: e qui si guarda oltre confine. “Dobbiamo osservare - spiega - quello che fanno i cugini in Friuli Venezia Giulia per alcuni aspetti e in Trentino per altri. Le risorse sono diverse, ma i modelli di sviluppo e le politiche per i giovani e la montagna hanno, a volte, dato ottimi risultati. Perciò, bisogna portare avanti il rapporto con i territori vicini per cogliere le buone pratiche e mettere a frutto le risorse che abbiamo, a partire dai 16 milioni di euro dei canoni idrici”. E se arrivassero le risorse sulle quali è in corso il contenzioso con Enel (qui i dati)? “Per prima cosa - risponde - serve una forte iniziativa sul sociale, a partire dai servizi per gli anziani. Va poi sostenuta l’attività delle Unioni montane, che hanno potenzialità enormi per la vicinanza ai territori periferici ma poche risorse per manutenzione ambientale e difesa del suolo. Infine le famiglie e la scuola: confermiamo il sostegno all’Investi scuola, cui si aggiungono le partite su convitti e minori in difficoltà”.
Infine, la viabilità: Staunovo Polacco ribadisce la necessità di fare squadra con Veneto strade e Anas per una gestione che parta dalle necessità del territorio, mentre non esclude l’annoso sbocco a Nord. “Sono da sempre nettamente favorevole - conclude - a qualunque iniziativa di collegamento tra Belluno e le realtà vicine. I tempi sono cambiati e il tipo di infrastrutture proposte 40 anni fa sono altra cosa rispetto a quello che si può fare oggi. Però una valutazione va fatta, nel rispetto delle comunità locali: siamo onesti, non tutto dipende da noi, ma è giusto parlarne e affrontare le soluzioni migliori che si possono realizzare”.












