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Belluno
08 luglio | 16:21

"Autonomia a Belluno sui trasporti? Altro che decisione della giunta, è merito del nostro pressing politico. La prossima sfida, riprendere il controllo di Dolomiti Bus"

Dopo la conferma dell’autonomia di Belluno sul fronte trasporti, l’assessore regionale Dario Bond ha rivendicato il risultato plaudendo alla Regione per aver valorizzato la specificità montana. Pronta la replica del gruppo Futura centrosinistra bellunese, che sottolinea come la posizione iniziale della Giunta e in particolare di FdI fosse più sbilanciata verso l’accorpamento con Treviso. Chiesto inoltre di riprendere il controllo di Dolomiti Bus

BELLUNO. “La decisione di individuare Belluno come bacino territoriale autonomo dei servizi di trasporto pubblico locale non è stata il frutto di una scelta operata a monte dalla Giunta regionale, ma il risultato di un pressing politico che ha coinvolto tutto il territorio”.

 

A pochi giorni dalla decisione di confermare l’autonomia della provincia sul fronte dei trasporti (qui), a rivendicare nuovamente il merito del risultato è il gruppo Futura centrosinistra bellunese, che interviene tramite il consigliere regionale Alessandro Del Bianco.

 

Da subito Del Bianco e la consigliera provinciale Sindi Manushi avevano sottolineato l'opposizione costruttiva fatta sul tema, spingendo il presidente della Provincia e l’assessore regionale Diego Ruzza a cambiare indirizzo sulla fusione con Treviso. Un cambio definito segno di “capacità di ascolto e maturità politica” cui rendere merito. “Nella sua proposta iniziale - aggiunge ora Del Bianco - la Giunta regionale prevedeva la fusione con Treviso. La decisione di mantenere Belluno bacino autonomo è invece un risultato che noi, fin dal primo momento di questa delicata partita, abbiamo portato avanti con determinazione, a partire dalla mozione presentata in Consiglio provinciale dal gruppo Futura”.

 

Nel mirino infatti c’è l'assessore Dario Bond, che nel commentare la scelta è sembrato attribuirne il merito solo alla Regione. “Una decisione di grande valore istituzionale - ha affermato - che riconosce nella sua concretezza la specificità della nostra provincia montana. Per questo desidero esprimere il mio plauso al collega Ruzza, che ha saputo interpretare le esigenze del territorio. La Regione ha riconosciuto che la montagna non può essere trattata come qualsiasi altro territorio. La conformazione geografica delle Dolomiti, la bassa densità abitativa, le lunghe percorrenze, la presenza di vallate tra loro diverse e la necessità di garantire collegamenti essenziali impongono una governance dedicata: è esattamente quanto la Provincia di Belluno aveva chiesto nel proprio atto di indirizzo e quanto l'assessore Ruzza ha avuto la sensibilità di accogliere”.

 

Immediata la replica della minoranza. “Bene che l’assessore rivendichi la bontà della battaglia - fa eco Del Bianco - ma sarebbe stato meglio se avesse condiviso prima la sua linea di pensiero con la consigliera Silvia Calligaro che, in sede di Commissione consiliare, si era espressa in maniera molto tiepida sull'autonomia del bacino di Belluno, arrivando a sostenere le ragioni di una fusione con Treviso. Fa un po' sorridere, dunque, che ora dai banchi di Fratelli d'Italia si rivendichi il risultato”.

 

Un’occasione, questa, anche per rilanciare il tema Dolomiti Bus, sul quale Del Bianco era già intervenuto per denunciare l’urgenza di maggiori investimenti in servizi, personale e miglioramenti anziché in “ricchi dividendi” (qui l’articolo). “Ora che la soluzione del bacino autonomo bellunese è stata raggiunta - conclude - bisogna rilanciare la scelta facendo valere davvero l'operatività della futura Agenzia dei trasporti, che dovrà essere dotata di personale e risorse sufficienti per garantire una seria programmazione del tpl. La sfida principale sarà riprendere il controllo di Dolomiti Bus che, da quando è passata a una maggioranza privata, si è concentrata più sugli utili che sulla qualità del servizio. Evitato il rischio fusione, che avrebbe azzerato la nostra capacità di programmazione autonoma, dobbiamo quindi farci valere, pretendendo un servizio più adeguato: non è accettabile che l'azienda registri utili in forte crescita mentre, allo stesso tempo, si assiste al taglio delle corse”.

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