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Concerto di Vasco, Ianeselli: ''Resterà un unicum nella storia della città. Trento deve mantenere la sua vocazione alpina''

Il bilancio del comune dopo i grande evento di venerdì sera. Per tutti è stato chiaro che è andato davvero tutto bene perché si è trattato di qualcosa al limite e forse anche oltre il limite di una città che deve mantenere la sua anima: “La Trentino Music Arena ospiterà sicuramente molte altre iniziative all’aperto ma con dimensioni e connotati che si dovranno adattare alla nostra città”

Di Sara De Pascale - 23 maggio 2022 - 19:13

TRENTO. Quello del concerto di Vasco Rossi, è stato un evento di dimensioni mastodontiche che molto probabilmente costituirà “un unicum nella storia della città di Trento”, come dichiarato dallo stesso sindaco Franco Ianeselli alla conferenza stampa a Palazzo Geremia che questa mattina è stata indetta per tirare le fila d’impegnative giornate di lavoro.

 

 

Un momento, quello di festa, durato di per sé poche ore rispetto a quelle impiegate per la preparazione dell'evento e la successiva risistemazione degli spazi occupati dai fan infervorati, che hanno lasciato ampia traccia del loro passaggio.

 

“Si parla di un bilancio non ancora definitivo – ha spiegato chiaramente Ianeselli - ma che rende già noti alcuni importanti dati che raccontano un evento partito all’insegna di una forte collaborazione fra Comune di Trento, Provincia e le istituzioni tutte”. Molte sono state infatti le realtà chiamate a rapporto, fondamentali tasselli di un puzzle organizzativo che per mesi ha visto definire ogni singolo dettaglio al fine di garantire la buona riuscita di un’iniziativa che di fatto ha assorbito tre intere giornate dedicate a lunghe ore di lavoro non-stop. Forze dell’ordine e forestali sono per l’appunto arrivati da ogni angolo della regione, per implementare il personale presente sul luogo, vedendosi impegnati (su turni) per 24 ore al giorno al fine di garantire organizzazione e sicurezza per un evento mai visto prima in Trentino e che, soprattutto, mai più si vedrà.

 

Vorrei che Trento mantenesse la propria vocazione alpina”, precisa il sindaco: “La Trentino Music Arena ospiterà sicuramente molte altre iniziative all’aperto ma con dimensioni e connotati che si dovranno adattare alla nostra città”. Un’area, quella di san Vincenzo, che “è dei trentini (intesi come cittadini di Trento) e che tale deve rimanere”, conclude, passando la parola ai rappresentanti di quegli enti che, attivamente e instancabilmente, hanno collaborato nell’impresa “Vasco”.

 

Fra loro vi è certamente la Polizia locale che ha conteggiato 3300 ore di servizio nei giorni del concerto, avendo impiegato, dal 19 al 21 maggio, tutto il personale appartenente al Corpo per garantire la copertura delle 24 ore giornaliere. Il bilancio degli interventi effettuati nelle giornate del concertone, in particolare, ha visto la rimozione di 68 veicoli (1,36% su un totale di 5016 posti auto distribuiti nei 10 parcheggi principali della città), e di 4 provvedimenti effettuati per abusivismo commerciale con sequestro della merce fra bandane, cibo e bevande venduti senza alcuna licenza. Sono stati inoltre rilevati 3 incidenti stradali di cui uno conseguente all’abuso di sostanze alcoliche.

 

Il concerto ha inoltre reso necessario adattare la segnaletica stradale alla viabilità, modificata ad hoc per l’evento: di questo se n’è occupato il Cantiere comunale che ha dovuto cambiare migliaia di cartelli prima e dopo venerdì 20 maggio.

 

E, se venerdì è stato il grande momento del Blasco, sabato è stato invece il giorno della rimessa in pristino non soltanto di cartelli e viabilità, ma anche di spazi come le aree verdi che fra le 8 e le 12 del 21 maggio sono stati perfettamente ripuliti dalle squadre dell’ufficio Parchi e giardini insieme ai volontari delle cooperative Lavoro, Le coste e La sfera. Insieme a loro, erano presenti anche lavoratori socialmente utili, coordinati dalla cooperativa Il gabbiano e il personale del Progetto inclusione sociale coordinato dalla cooperativa Lilith per un totale di circa 60 persone.

 

A unirsi al bilancio “post-Vasco” è stato anche Andrea Miorandi, direttore di Dolomiti ambiente, che ha raccontato come 50 tonnellate di rifiuti (principalmente plastica), siano stati egregiamente trasportati e smaltiti grazie all’utilizzo di 40 mezzi dotati di compattatore, e ricordando che, anche nella stessa città di Trento, il servizio di raccolta rifiuti abituale riservato ai cittadini non si è mai fermato.

 

Un’enorme macchina organizzativa e organizzata quella che ha lavorato in vista del concerto ma soprattutto per restituire agli abitanti della Trento post-Blasco una città pulita, come se il grande evento (che mai più si ripeterà) non fosse mai avvenuto.

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