Covid, salgono tutti gli indicatori: l'incidenza settimanale aumenta del 60%. Indice Rt a 1,07 e crescono i ricoveri
I dati emergono dal monitoraggio settimanale della cabina di regia dell'Istituto superiore di sanità: in risalita anche il tasso di occupazione in terapia intensiva (dall'1,9 al 2,2% a livello nazionale) e quello nelle aree mediche (dal 6,7 al 7,9%)
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ROMA. Sono tutti in crescita i dati principali che indicano l'andamento epidemiologico sul suolo nazionale: dall'incidenza settimanale all'indice Rt fino ai ricoveri ospedalieri, la curva pandemica in Italia sale e nessuna Regione o Provincia autonoma è attualmente classificata a rischio basso. Sono questi i dati principali emersi dalla cabina di regia dell'Istituto superiore di sanità, che ha condiviso i risultati del monitoraggio settimanale sulla situazione Covid nel Paese.
In particolare, rispetto ai sette giorni precedenti, è cresciuta notevolmente l'incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti. Il dato è infatti passato da 310 casi (nel periodo 10 giugno – 16 giugno) a 504 (nel periodo 17 giugno – 23 giugno), un aumento del 60% circa. Nelle prime due settimane del mese poi, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,07 (range 0,76-1,48), in aumento rispetto alla settimana precedente ed oltre la soglia epidemica. In aumento anche l'indice di trasmissibilità sui casi con ricovero ospedaliero, passato da 0,95 (0,91-1) a 1,16 (1,11-1,21).
Per quanto riguarda la situazione all'interno delle strutture ospedaliere, a livello nazionale il tasso di occupazione in terapia intensiva sale al 2,2% (rilevazione del 23 giugno) rispetto all'1,9% di sette giorni prima. Stesso andamento anche nelle aree mediche, dove il tasso di occupazione è passato dal 6,7% (rilevazione del 16 giugno) al 7,9% registrato sette giorni dopo. Nessuna Regione o Provincia autonoma, come detto, è classificata a rischio basso. Sono 12 i territori a rischio moderato mentre 9 sono classificati a rischio alto per la presenza di molteplici allerte di resilienza. Due di questi, dice l'Iss, sono ad alta probabilità di progressione.












