Crisi idrica, in Trentino non piove da due mesi e sale la preoccupazione: così l'agricoltura rimane senz'acqua. MeteoTrentino: ''Rischio gelate tardive''
Parla di "cauto allarme" Lorenzo Cattani, direttore della Federazione Provinciale dei Consorzi Irrigui. Il meteorologo di Meteotrentino Andrea Piazza: "Esiste un rischio maggiore di gelate tardive. Un terreno asciutto ha una capacità termica, e quindi quella di incamerare calore, di molto inferiore rispetto al terreno bagnato”

TRENTO. Si parla di “primo cauto allarme” e inizia ad esserci una forte preoccupazione sulla scarsità di precipitazioni che si stanno registrando negli ultimi mesi. Se da un lato non è del tutto una situazione eccezionale dall'altro le previsioni meteo non sembrano riservare nulla di buono per il mese di febbraio.
Se non arriveranno piogge abbondati anche il Trentino dovrà fare i conti con un allarme idrico dovuto alla scarsità di fenomeni piovaschi e nevosi. “Ci potremmo trovare a marzo con un deficit idrico che potrebbe cominciare a destare qualche preoccupazione” ci spiega il meteorologo di Meteotrentino Andrea Piazza.
“Abbiamo avuto due mesi scarsi di precipitazioni, dicembre e gennaio, ma – spiega - è abbastanza frequente avere i mesi invernali in questa situazione. Ora febbraio si prevede abbastanza secco. Qualche preoccupazione si potrà avere nei primi giorni della prossima settimana sui settori settentrionali ma ci sarà vento forte e sarà quello il problema”. Le previsioni che ci sono al momento, da prendere con le pinze visto che quelle a lungo termine non sono certe, sono quelle che per i prossimi dieci o quindici giorni ci siano precipitazioni ancora inferiori alla media.
“La situazione va monitorata costantemente” spiega Piazza visto che si potrebbe arrivare ad un risveglio vegetativo asciutto. “Questo – continua - implicherà la necessità di irrigazione artificiale per chi ha gli impianti e poi ci sarà un rischio maggiore di gelate tardive”. Quest'ultimo rischio deriva dal fatto che un terreno asciutto ha una capacità termica, e quindi quella di incamerare calore, di molto inferiore rispetto al terreno bagnato”.
Una situazione che mette a rischio le coltivazioni che avranno bisogno di acqua per crescere al risveglio vegetativo favorito da un inverno mite. Da questo punto di vista a mostrare preoccupazione è Gianluca Barbacovi, presidente della Coldiretti del Trentino Alto Adige. “Da parte nostra – ha spiegato Barbacovi – la preoccupazione è molto alta. In questo momento le piante non stanno subendo danni ma se continua così la situazione potrebbe diventare una vera e propria emergenza”.
La mancanza di pioggia e di neve in questi giorni è un problema anche per l'impossibilità di immagazzinare acqua per i prossimi mesi estivi. “L'approvvigionamento è a rischio – spiega il presidente di Coldiretti – ed è per questo che in futuro dobbiamo impegnarci a investire nei bacini imbriferi con la creazione di una vera e propria rete a basso impatto ambientale che possano permettere di accumulare acqua. Accanto a questo dobbiamo sempre più coinvolgere il mondo della ricerca e della tecnologia e lavorare assieme”.
A parlare di “cauto allarme” è Lorenzo Cattani, direttore della Federazione Provinciale dei Consorzi Irrigui. “Stiamo vivendo un inverno particolarmente avaro di precipitazioni sia piovose che nevose. In questa stagione l'irrigazione è ferma ma quello che preoccupa è la scarsità di risorse di neve in montagna che poi inevitabilmente si tradurranno in scarsità d'acqua nel periodo primaverile ed estivo”. Da qui anche la minore portata dei torrenti e delle sorgenti. “Stiamo a vedere come saranno le prossime settimana ma un primo cauto allarme sicuramente si fa avanti” con concluso Cattani.












