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| 19 dic 2022 | 16:52

Da Bolzano il paradossale annuncio: “Possibile primo rilevamento di un gatto selvatico in Alto Adige''. Ma il felino è morto investito

L'incidente è avvenuto in Alto Val Pusteria e gli esperti arrivati sul posto, dice la Provincia di Bolzano in una nota, sono convinti che si tratti del primo rilevamento di un gatto selvatico in Alto Adige e stanno effettuando i test genetici

Da Bolzano il paradossale annuncio: “Possibile primo rilevamento di un gatto selvatico in Alto Adige''

BOLZANO. “Il ritrovamento di una specie dichiarata scomparsa è un vero arricchimento per la nostra Provincia e testimonia ancora di più l'esistenza di un ecosistema intatto”. Sono queste le parole con cui l'assessore provinciale all'agricoltura e alle foreste della Provincia di Bolzano Arnold Schuler ha commentato la notizia di quello che gli esperti considerano “il primo rilevamento di un gatto selvatico in Alto Adige”: peccato, però, che il felino sia stato ritrovato ormai privo di vita dopo essere stato investito da un'auto.

 

A notare qualcosa di anomalo nella carcassa dell'animale, scrive la Provincia di Bolzano, è stata la guardia forestale dell'Ufficio caccia e pesca Walter Rienzner. Osservando il corpo del felino investito a bordo strada (sulla provinciale che da Dobbiaco porta a Villabassa) l'esperto è rimasto colpito poiché la carcassa aveva “tutte le sembianze di un gatto selvatico europeo (Felix Silvestris) ed in caso di conferma si tratterebbe del primo rilevamento della presenza del gatto selvatico in Alto Adige”. Anche se, come detto, nel caso specifico si parla purtroppo di 'ex' presenza. In ogni caso, i campioni biologici verranno ugualmente inviati a laboratori specializzati per l'analisi genetica ed i risultati definitivi arriveranno entro un mese.

 

Tuttavia – prosegue Schuler – il fatto del ritrovamento chiarisce anche quanto le strade possano essere pericolose per l'incontro tra uomini e animali, soprattutto ora nel periodo invernale. Gli animali selvatici si spostano più frequentemente tra i rifugi, anche in fondovalle. Allo stesso tempo, gli automobilisti sono costretti a viaggiare in condizioni di scarsa luminosità: pertanto bisogna aumentare l'attenzione ed evitare gli investimenti stradali di fauna selvatica. In questo caso, l'attenzione riposta dall'agente forestale ha permesso di contribuire a un rilevamento sensazionale”.

 

A livello europeo, dicono le autorità provinciali altoatesine, il gatto selvatico europeo ha subito una forte regressione ma negli ultimi decenni sono state raccolte diverse nuove testimonianze incoraggianti: “Recentemente un cacciatore nel distretto di Lienz, nel Tirolo orientale, ha potuto osservare e fotografare un gatto selvatico europeo nel comune di St Johann im Walde”. Diversi rilevamenti della specie sono però arrivati anche dal Trentino (Qui Articolo).

 

Recenti evidenze – scrive ancora la Provincia di Bolzano – suggeriscono che l'areale di distribuzione di questa specie molto schiva, risulta essere molto più ampio di quanto ipotizzato in precedenza. Per dimensioni, il gatto assomiglia a un gatto domestico, ma con un aspetto molto più robusto. Il colore del sotto manto varia dal marrone rossiccio al grigio-giallastro. Tipica è la linea nera sul dorso, che si estende dalla base della testa alla coda con continuità, dove spesso si fonde in diverse bande nere. Il colore del naso è tipicamente rosa chiaro. La coda claviforme termina con un apice nero e presenta anelli multipli ben definiti. Il gatto selvatico europeo, come la lince, è un tipico abitante delle foreste e un abile cacciatore, che bene si adatta a paesaggi forestali intatti e necessita soprattutto di foreste di latifoglie tranquille con un'alta percentuale di legno morto. Soprattutto la frammentazione degli habitat e quindi la mancanza di fondamentali corridoi forestali ha limitato fortemente il suo habitat potenziale in Europa”.

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