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Droga dall'Albania, 47 persone rinviate a giudizio. Lo spaccio da Trento, Rovereto alla piana rotaliana

Sono 47 le persone che la Procura Distrettuale della Repubblica di Trento ha rinviato a giudizio per il reato di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra i rinviati a giudizio, ci sono anche sedici persone che lo scorso 13 ottobre furono sottoposte a misura cautelare, all’esito della operazione “Acqua Verde”, condotta tra ottobre 2019 e dicembre 2020 

Di Giuseppe Fin - 22 aprile 2022 - 10:35

TRENTO. Chili e chili di droga avvolti in più strati di cellophane, impregnati di mentolo e fatti viaggiare sui treni ad alta velocità. Tutto arruolando dei corriere nigeriani che all'occorrenza venivano chiamati per eseguire degli ordini. La droga veniva poi ridistribuita principalmente nella città di Trento, Bolzano, Merano, Rovereto, Piana Rotaliana e in altri comuni della regione, controllando le reti di vendita al dettaglio.

 

Sono 47 le persone che la Procura Distrettuale della Repubblica di Trento ha rinviato a giudizio per il reato di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del numero dei partecipanti superiore a dieci.

 

Tra i rinviati a giudizio, ci sono anche sedici persone che lo scorso 13 ottobre furono sottoposte a misura cautelare, all’esito della operazione “Acqua Verde”, condotta tra ottobre 2019 e dicembre 2020 (QUI L'ARTICOLO), dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, che consentì di individuare e smantellare una rete di spaccio, che alimentava prioritariamente il settore di piazza Dante, nei pressi della Stazione ferroviaria.

 

L’operazione consentì, inoltre, di individuare e disarticolare un vero e proprio “centro nazionale di smistamento”, gestito da un gruppo di italiani su Roma, che avvalendosi di un’organizzazione criminale nigeriana, effettuavano spedizioni –a richiesta– in gran parte della penisola, con particolari interessi nel Nord-Est, compresi Trento, Bolzano e Trieste, dove venivano recapitate ogni giorno diverse decine di chilogrammi di marijuana, giunta in Italia dall’Albania, attraverso il canale d’Otranto.

 

Gli investigatori sono riusciti a documentare come lo stupefacente per giungere a Trento con i corrieri nigeriani, arruolati all’esigenza, fosse fatto viaggiare anche a bordo di treni ad alta velocità e per nasconderne il tipico odore e eludere i controlli, venisse avvolto in più strati di cellophane, impregnati di mentolo.

 

Ai 47 -di cui 12 recidivi- viene contestato di essersi associati fra di loro, al fine di commettere un numero indeterminato di delitti di acquisto, detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, instaurando fra loro un rapporto continuativo caratterizzato da una suddivisione dei compiti.

 

L’acquisto si perfezionava a Trento attraverso la dettagliata pianificazione tramite contatti telefonici con utilizzo di schede Sim intestate a soggetti fittizi, sostituite con regolarità, o anche tramite whatsapp, facebook e altri canali voip.

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