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Da Roma a Trento, smantellato il ''servizio Prime'' di spaccio nel Nord-Est. Il mentolo per coprire l'odore della droga, oltre 200 chili in viaggio al mese

È stata disarticolata un’organizzazione nigeriana in Trentino, con affiliazioni italiane, che prendeva approvvigionamenti dal canale di Roma. Il gruppo di italiani su Roma effettuavano spedizioni in gran parte della penisola, soprattutto verso il Nord-Est, dove venivano trasportate ogni giorno diverse chili di droga dall’Albania

Di Francesca Cristoforetti - 13 ottobre 2021 - 14:06

TRENTO. Dall'Albania all'Italia, da Roma alle città del Nord-Est. Chili e chili di marijuana, ma anche eroina in quantità minori, sull’alta velocità ferroviaria eludendo controlli in involucri di cellofan impregnati di mentolo, per evitare le unità cinofile. Una tecnica consolidata, così come le modalità comunicative: si usava un linguaggio in codice difficile da decifrare per poter acquistare gli stupefacenti. Pochissime comunicazioni percettibili, bastava un input per poter spacciare, anche solo un fischio o il termine “pantalone” per acquistare un kg di sostanze. 

Sono questi alcuni dei tratti di un'importante organizzazione criminale di spaccio di stupefacenti smantellata dai carabinieri di  Trento. Non una semplice organizzazione improvvisata, ma una cellula organizzata di una rete di spaccio ben più ampia e capillare, che partiva dalle coste albanesi per passare poi attraverso il canale di Otranto e arrivare a Roma, centro di smistamento da cui poi si diramavano i corrieri verso diverse città del Nord.

 

Tra le province di Trento, Bolzano, Roma, Mantova, Verona, Vicenza e Treviso i Carabinieri del Comando Provinciale di Trento hanno dato esecuzione stamattina (13 ottobre) a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 persone, di cui 13 nigeriane, 2 italiane e 1 albanese ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. E' stato dato il nome di “Operazione Acqua Verde” e l'intervento ha messo in luce   diverse ramificazioni e canali di approvvigionamento sul territorio nazionale con  pusher ed affiliati  ai quali era anche garantita tutela legale, per le vicissitudini giudiziarie, sia difesa fisica dai gruppi criminali concorrenti. 

 

È stata quindi disarticolata un’organizzazione nigeriana in Trentino, con affiliazioni italiane, che prendeva approvvigionamenti dal canale di Roma. Il gruppo di italiani su Roma effettuavano spedizioni in gran parte della penisola, soprattutto verso il Nord-Est, dove venivano trasportate ogni giorno diverse decine di chilogrammi di marijuana dall’Albania. 

 

“Avevano la capacità di richiedere rifornimenti continui e veloci, che giungevano effettivamente in tempi record -  spiega il tenente colonnello Michele Capurso - una sorta di servizio ‘prime’ che veniva garantito ai rivenditori sulla piazza locale”. 
In Trentino sono state arrestate 5 persone di origine africana: a gestire la cellula operativa di Trento e provincia erano infatti in tre che si erano staccati da una costola veronese. 

L’operazione nasce dalle indagini svolte già tra ottobre 2019 e dicembre 2020, quindi un’attività investigativa portata avanti per oltre un anno che nel complesso ha condotto ad indagare anche in Alto Adige e Roma, oltre a Lecce, Mantova, Piacenza, Treviso, Verona e Vicenza, in totale con l’arresto di 21 persone, 47 indagati, 9 divieti di dimora in varie province, il sequestro diretto di 16 chilogrammi di marijuana, destinati a rifornire le piazze trentine. Al gruppo sono ricondotti anche altri 604 kg di marijuana e 17 hashish sequestrati sul territorio nazionale. 

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