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“Fuori dal Coro”: “In Trentino chi non è vaccinato viene respinto dagli ospedali”. La smentita dell’Apss: “Mai dato indicazioni del genere”

Dopo il servizio di “Fuori dal Coro”, dove si sostiene di fatto che ai No-vax sarebbe negato l’accesso alle cure, alcuni infermieri e medici trentini sono stati anche minacciati. La replica: “Smentiamo categoricamente, l’Apss si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune”

Pubblicato il - 26 January 2022 - 19:28

TRENTO. Sono accuse pesanti ma tutte da dimostrare quelle che vengono lanciate da “Fuori dal coro” la trasmissione condotta da Mario Giordano (ad agosto ospite della festa della Lega) in onda su Rete 4. Nel servizio, dal titolo “Senza vaccino, niente cure: lo scandalo si allarga”, si sostiene di fatto che alle persone non vaccinate sarebbe precluso l’accesso ad alcune strutture sanitarie trentine.

 

Chi non è vaccinato – spiegano nel servizio – viene respinto indietro, o fatto scivolare fra gli interventi non urgenti come se ci fossero malati di serie A e malati di serie B”. Fra le strutture chiamate in causa dai giornalisti di Rete 4: l’Eremo di Arco, il San Pancrazio e Villa Regina ma anche il reparto di ortopedia di Cles e quello di Tione.

 

Ora però, in risposta al servizio, arrivano le precisazioni dell’Azienda sanitaria della Provincia di Trento. “Apss smentisce categoricamente che direzioni mediche, primari o coordinatori dei singoli reparti abbiano dato indicazioni di negare l’assistenza o i trattamenti chirurgici a persone non vaccinate. Anzi, i protocolli aziendali non prevedono di raccogliere obbligatoriamente in anamnesi l’informazione sullo stato vaccinale del paziente anche se succede spesso che siano gli stessi pazienti a comunicare liberamente il proprio stato vaccinale nei colloqui con il personale sanitario”.

 

Quello che viene richiesto per le procedure chirurgiche infatti, non è lo stato vaccinale ma l’esito di un tampone per determinare l’eventuale contagiosità del soggetto e intraprendere le opportune misure di prevenzione della diffusione del virus a tutela degli operatori, delle altre persone ricoverate e del paziente stesso. “I soggetti positivi – prosegue l’Apss – vengono comunque operati qualora si tratti di interventi urgenti, mentre vengono rinviati fino a guarigione se si tratta di interventi programmati”.

 

Tra l’altro, in seguito a una verifica effettuata in data odierna dalla direzione aziendale, risulta che nell’ultimo mese nelle unità operative di ortopedia di Cles e di Tione sono stati operati molti pazienti indipendentemente dallo stato vaccinale, sia in programmato sia in urgenza. Non risultano nemmeno indicazioni di discriminazione di pazienti non vaccinati nelle strutture private accreditate citate nel servizio televisivo.

 

È vero, ammette l’Apss, che in questo periodo vi sono difficoltà per i tempi di attesa di alcune tipologie di interventi programmati legate da un lato all’alto numero di soggetti ricoverati contagiati dal Covid e dall’altra alla carenza di personale sanitario in servizio in seguito alle sospensioni e, anche per loro, ai contagi per Covid.

 

“La Direzione di Apss – che si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune, si legge nella nota – ritiene del tutto inaccettabili alcune offese e minacce che stanno arrivando in queste ore agli infermieri e ai medici dei due reparti citati nel corso della trasmissione. Va espressa invece piena solidarietà al personale che da tanto tempo è in prima linea e ha sacrificato tanta parte della vita personale ad assistere tutti i malati, Covid e non”.

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