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Fugatti intervistato da Giordano: “Per il turismo estate da 9”, e sull’integrazione: “C’era un sistema di accoglienza forte, noi lo abbiamo ridotto”

A Pinzolo Fugatti è stato intervistato insieme al ministro per il turismo Garavaglia da Mario Giordano e non sono mancati i siparietti comici con i microfoni che non funzionavano. Turismo, immigrazione e Green pass alcuni dei temi toccati: “In trentino c’era un sistema di accoglienza forte con risorse spese per l’integrazione, noi lo abbiamo molto ridotto per scelta politica”

Di Tiziano Grottolo - 28 August 2021 - 18:52

PINZOLO. Quest’oggi a Pinzolo è andato in scena l’ormai tradizionale appuntamento con il leader leghista Matteo Salvini, che da diversi anni a questa parte raggiunge il Trentino sia per le vacanze che per dar man forte alla sezione locale del suo partito. Prima del “capitano” però c’è stato spazio per l’intervista doppia, moderata dal giornalista e conduttore televisivo Mario Giordano, con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti.

 

Durante l’intervista si sono toccati vari temi, fra cui turismo, immigrazione e, ovviamente, la pandemia. Immancabile il siparietto (i microfoni non funzionavano bene) fra il conduttore di “Fuori dal Coro, il programma in onda su Rete 4, e il fidatissimo collaboratore Donato. Ad ogni modo, pronti via sia al ministro che al presidente della Pat viene chiesto un voto sull’attuale stagione turistica. Per Garavaglia è da 8 “perché bisogna aspettare di vedere come andrà in inverno”, per Fugatti addirittura da 9, ma per il ministro (nominato in quota Lega) ci scappa un bel 10. “Gli ultimi dati ci dicono che la stagione 2021 è in linea con quella del 2019 che fu da record, e in una zona di montagna non era così scontato”.

 

Immancabile il tema dell’immigrazione che per Giordano diventa “una nube nera che preoccupa il nostro futuro”. Il ministro del turismo su questo tema è preoccupato? “Certo che sì”, la risposta secca. “Il dramma vero di questi giorni è che abbiamo perso l’America, abbiamo perso un riferimento. Un’America così debole indebolisce tutto il sistema ma probabilmente questa può essere anche un’occasione per l’Europa e l’Italia di recuperare un po’ di peso”.

 

E sull’arrivo dei profughi afgani cosa ne pensa Garavaglia? Anche qui pochi dubbi: “Per quanto riguarda gli afgani non è un gran problema. Gli italiani sono un grande popolo quando c’è qualcuno che fugge dalla guerra non c’è un problema di numero”. Come al solito però c’è il “ma”, infatti per il ministro bisogna sempre separare chi fugge da una guerra “che è il benvenuto” da chi invece viene per altri motivi.

 

Fugatti invece che ne pensa? Il presidente della Pat non ha perso l’occasione per ribadire di aver smantellato il sistema di accoglienza trentino, quello che probabilmente in questo momento di emergenza tornerebbe molto utile. “Quando siamo entrati in carica – ha detto Fugatti – c’era un sistema di accoglienza molto forte con risorse spese per l’integrazione, corsi di lingua e vari corsi, c’era un sistema molto ampio. Noi lo abbiamo molto ridotto per scelta politica. Secondo noi quelle risorse non erano spese per gente che fuggiva dalla guerra o per motivi umanitari, più che altro erano quelli che erano sbarcati sulle coste italiane”. Fra questi, va detto, c’erano anche degli afgani che ieri come oggi fuggivano sicuramente dalla guerra.

 

Un passaggio è stato dedicato ai 110 profughi afgani che stanno passando la quarantena a Riva del Garda. “Sono soprattutto famiglie e bambini – il commento di Fugatti – che verranno ridistribuiti su base nazionale. Le cifre ancora non ci sono state comunicate”. Anche qui non poteva mancare il “ma”, perché va bene che si tratta di famiglie che scappano dalla guerra ma per Fugatti deve essere garantita comunque una redistribuzione nazionale. “Anche nelle altre Regioni ci deve essere una redistribuzione, poi se si tratta di quei 400 che anche oggi sono sbarcati a Lampedusa siamo contrari”.

 

La seconda “nube nera” evocata da Giordano riguarda il Green pass e le possibili chiusure in vista di un aumento dei contagi. Il presidente della Provincia ha fatto sapere che la scuola rimarrà in presenza purché si possa garantire la capienza dell’80% sui mezzi di trasporto pubblici. “Abbiamo rinforzato il numero degli insegnanti anche in vista del potenziale calo per via di coloro che non avranno il Green pass e abbiamo potenziato i trasporti”. Il Trentino in altre parole è pronto a rimettere in moto il sistema dello scorso anno.

 

Nel frattempo, se malauguratamente il Trentino dovesse finire in zona arancione, è già stato chiesto al Governo di poter mantenere la capienza dei mezzi di trasporto all’80%, altrimenti sarà a rischio la scuola in presenza, in particolare per le superiori. Sempre sul tema scuola, Fugatti ha paventato la possibilità di investire sui test salivari per garantire agli studenti le lezioni in presenza.

 

Infine Giordano ha chiesto quali saranno i tre elementi fondamentali affinché il Trentino possa correre nei prossimi mesi. “Sarà determinante riuscire a fare la stagione invernale – ha affermato Fugatti – se dovessimo fare un altro inverno a zero sarebbe catastrofico”. Il secondo tema caro al presidente della Pat è la scuola in presenza, dopodiché sarà necessario permettere di lavorare (con il Green pass) a tutte quelle attività che l’anno scorso sono rimaste chiuse.

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