Genitori chiedono sangue no-vax per il bambino che deve essere operato. Il giudice dà ragione all'Ospedale
In tribunale è stato ribadito che non esiste alcuna ragione plausibile per non accettare il sangue di una persona vaccinata. La famiglia sarebbe contraria per ''motivi religiosi'': c'è ancora qualcuno che è convinto che il vaccino sia fatto con embrioni umani

MODENA. Non poteva che andare così: il giudice tutelare di Modena ha accolto il ricorso dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna dando torto alla famiglia del bambino che deve essere sottoposto a un intervento cardiaco e che hanno chiesto solo sangue da donatori no-vax.
Non poteva che andare così perché non esiste al mondo alcuna ragione plausibile per dire ''no'' al sangue di una persona vaccinata e quindi al giudice non è rimasto altro che ribadire che ci sono le garanzie di assoluta sicurezza nel sangue fornito dall'ospedale e dal centro trasfusionale, da chiunque provenga. I genitori, stando a quanto riferito dal legale della famiglia, avrebbero chiesto per motivi religiosi sangue proveniente da persone non vaccinate.
Come ha riportato il Resto del Carlino tra le motivazioni vi sarebbe quella che sarebbero convinti che i vaccini proverrebbero da embrioni umani e aborti. I familiari del bimbo, insomma, farebbero parte di quel grande popolo no vax che si disinforma tra news fai da te, bufale e fake news che circolano sui canali Telegram (qui i chiarimenti sul tema). E proprio a quelle chat la famiglia si era rivolta per attivare un tam tam per reperire “volontari” non immunizzati pronti a donare il proprio sangue al piccolo.
Il Sant’Orsola, in accordo col centro trasfusionale, ha deciso di opporsi anche perché la logica del ''dono'' a qualsiasi livello è che non si ''dona'' solo per uno specifico caso (che magari può colpire di più l'attenzione finendo sui media o scatenando reazioni emozionali) ma lo si fa per tutti a prescindere. I protocolli, infatti, sono estremamente rigidi ed è per questo che il più delle volte nemmeno si sa a chi verrà fatta la donazione.
L’avvocato della famiglia ha spiegato che i suoi assistiti non hanno “mai negato il consenso all’intervento e lo hanno ribadito al giudice tutelare” che li ha sentiti in udienza. Ma hanno chiesto “per motivi di carattere religioso” che il sangue della trasfusione venisse da soggetti non vaccinati. Dopo la decisione del giudice in senso sfavorevole alla famiglia valuteranno se impugnare la decisione.














