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In Trentino i cani in fuga dall'Ucraina (FOTO), la Lav: “Abbiamo lavorato per facilitare la regolarizzazione. Fondamentale la profilassi anti-rabbica”

Sono 45 in tutto gli animali salvati dalla Lav, dei quali 7 in tutto sono arrivati in Trentino, 5 seguendo le loro famiglie e 2 recuperati senza proprietari al confine. Simone Stefani: “Moltissimi gli aiuti arrivati dal territorio, Zampa Trentina ha messo a disposizione due stalli per ospitare gli animali arrivati senza un proprietario”

Di Filippo Schwachtje - 23 aprile 2022 - 17:22

TRENTO. “Fin dall'inizio dell'invasione abbiamo visto molti ucraini che, cercando di scappare dalla guerra, hanno voluto ad ogni costo portare fuori dal Paese anche i loro animali, anche se questo ha reso il loro viaggio più difficoltoso”. In particolare, dice a il Dolomiti il responsabile della Lav Trento Simone Stefani, al momento è stato favorito l'arrivo in Trentino di cinque cani, che oggi vivono al sicuro e lontano dalla guerra insieme ai loro proprietari o in stalli messi a disposizione da privati sul territorio. Altri due invece, spiega il responsabile, sono stati prelevati direttamente al confine ucraino dopo una serie di segnalazioni partite dai social e sono al momento accolti in due stalli messi a disposizione da Zampa Trentina. Nel corso di due missioni già svolte nel Paese devastato dalle forze d'invasione russe, la Lav è riuscita a portare in salvo in tutto 45 animali recuperati da rifugi abbandonati o lasciati liberi dai loro proprietari quando hanno iniziato a cadere le bombe. “In questo momento si trovano a Milano – sottolinea Stefani – e dopo il periodo di quarantena per la profilassi anti-rabbica saranno dati in adozione”.

Sul territorio trentino invece, come detto, sono diversi gli amici a quattro zampe, tra cani e gatti, arrivati al seguito delle famiglie scappate dalla guerra. “In questo contesto – continua Stefani – abbiamo supportato i profughi fornendo cibo e un sostegno dal punto di vista sanitario. Grazie alla collaborazione con l'Unione dei medici veterinari volontari di Trento infatti, per chi è arrivato sul nostro territorio l'assistenza veterinaria d'emergenza e quella ordinaria sono gratuite”. La Lav ha poi lavorato insieme all'Apss per la gestione della profilassi anti-rabbica, un tema fondamentale perché in Ucraina, dice Stefani: “La rabbia è diffusa. Con le autorità sanitarie abbiamo fornito i chip e le vaccinazioni necessarie, verificando poi il livello anticorpale negli animali. Per quanto riguarda, per esempio, l'iscrizione all'anagrafe abbiamo poi realizzato dei volantini bilingue per facilitare i profughi fuggiti dall'Ucraina”.

Fra qualche settimana è in programma la terza missione della Lav dopo le prime due (una all'interno dei confini ucraini e l'altra in Polonia, durante le quali sono state anche consegnate oltre 2 tonnellate di cibo, cucce e altri materiali), mentre anche in Trentino è atteso l'arrivo di altri animali. In Ucraina al momento (nonostante l'impegno sul territorio di numerosi volontari, a partire dall'italiano Andrea Cisternino Qui Articolo) sono moltissimi gli animali che purtroppo sono smarriti sul territorio e sui social, conclude Stefani: “Sono nati numerosi gruppi nei quali i cittadini si aiutano l'un l'altro per ritrovare i propri animali”.

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