In Trentino i cani in fuga dall'Ucraina (FOTO), la Lav: “Abbiamo lavorato per facilitare la regolarizzazione. Fondamentale la profilassi anti-rabbica”
Sono 45 in tutto gli animali salvati dalla Lav, dei quali 7 in tutto sono arrivati in Trentino, 5 seguendo le loro famiglie e 2 recuperati senza proprietari al confine. Simone Stefani: “Moltissimi gli aiuti arrivati dal territorio, Zampa Trentina ha messo a disposizione due stalli per ospitare gli animali arrivati senza un proprietario”

TRENTO. “Fin dall'inizio dell'invasione abbiamo visto molti ucraini che, cercando di scappare dalla guerra, hanno voluto ad ogni costo portare fuori dal Paese anche i loro animali, anche se questo ha reso il loro viaggio più difficoltoso”. In particolare, dice a il Dolomiti il responsabile della Lav Trento Simone Stefani, al momento è stato favorito l'arrivo in Trentino di cinque cani, che oggi vivono al sicuro e lontano dalla guerra insieme ai loro proprietari o in stalli messi a disposizione da privati sul territorio. Altri due invece, spiega il responsabile, sono stati prelevati direttamente al confine ucraino dopo una serie di segnalazioni partite dai social e sono al momento accolti in due stalli messi a disposizione da Zampa Trentina. Nel corso di due missioni già svolte nel Paese devastato dalle forze d'invasione russe, la Lav è riuscita a portare in salvo in tutto 45 animali recuperati da rifugi abbandonati o lasciati liberi dai loro proprietari quando hanno iniziato a cadere le bombe. “In questo momento si trovano a Milano – sottolinea Stefani – e dopo il periodo di quarantena per la profilassi anti-rabbica saranno dati in adozione”.

Sul territorio trentino invece, come detto, sono diversi gli amici a quattro zampe, tra cani e gatti, arrivati al seguito delle famiglie scappate dalla guerra. “In questo contesto – continua Stefani – abbiamo supportato i profughi fornendo cibo e un sostegno dal punto di vista sanitario. Grazie alla collaborazione con l'Unione dei medici veterinari volontari di Trento infatti, per chi è arrivato sul nostro territorio l'assistenza veterinaria d'emergenza e quella ordinaria sono gratuite”. La Lav ha poi lavorato insieme all'Apss per la gestione della profilassi anti-rabbica, un tema fondamentale perché in Ucraina, dice Stefani: “La rabbia è diffusa. Con le autorità sanitarie abbiamo fornito i chip e le vaccinazioni necessarie, verificando poi il livello anticorpale negli animali. Per quanto riguarda, per esempio, l'iscrizione all'anagrafe abbiamo poi realizzato dei volantini bilingue per facilitare i profughi fuggiti dall'Ucraina”.

Fra qualche settimana è in programma la terza missione della Lav dopo le prime due (una all'interno dei confini ucraini e l'altra in Polonia, durante le quali sono state anche consegnate oltre 2 tonnellate di cibo, cucce e altri materiali), mentre anche in Trentino è atteso l'arrivo di altri animali. In Ucraina al momento (nonostante l'impegno sul territorio di numerosi volontari, a partire dall'italiano Andrea Cisternino Qui Articolo) sono moltissimi gli animali che purtroppo sono smarriti sul territorio e sui social, conclude Stefani: “Sono nati numerosi gruppi nei quali i cittadini si aiutano l'un l'altro per ritrovare i propri animali”.



















