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Trento
24 giugno | 11:47

Oltre 30 cani legati alla catena nei boschi, rinchiusi in una piccola roulotte (in mezzo alla sporcizia) o lasciati liberi di vagare: "Avviato il recupero degli animali"

Il racconto dei volontari della Lav: "Alcuni vivevano legati agli alberi, altri erano stati rinchiusi dentro una piccola roulotte, altri ancora erano invece liberi di vagare in branco sulle strade in cerca di cibo, arrivando anche a spaventare i residenti. Dopo anni di lotte siamo riusciti a recuperarne una quindicina e provvederemo a trarre in salvo anche gli altri. Appena possibile, verranno dati in adozione"

Oltre 30 cani legati alla catena nei boschi, rinchiusi in una piccola roulotte (in mezzo alla sporcizia) o lasciati liberi

TRENTO. Circa 30 cani, molti dei quali cuccioli, erano detenuti in un bosco del Comune di Madruzzo, in località Lagolo, provincia di Trento, circondati da cumuli di immondizia. A dirlo, i referenti della Lav (Lega anti vivisezione), intervenuti per porre fine a tale incubo.

 

"Alcuni - spiegano dall'associazione - vivevano legati agli alberi, altri erano stati rinchiusi dentro una piccola roulotte, altri ancora erano invece liberi di vagare in branco sulle strade in cerca di cibo, arrivando anche a spaventare i residenti che li vedevano dentro i propri giardini a rovistare fra i rifiuti".

 

Gli animali, inoltre, non erano stati sterilizzati, per cui nascevano continuamente cucciolate con un alto tasso di mortalità, in quanto i cani non erano né curati né adeguatamente seguiti: "Fin dalle prime segnalazioni, risalenti a diversi anni fa, Lav aveva cercato di fare luce su questa vicenda così critica. Con l’apertura dello Sportello Lav contro i maltrattamenti di Trento nel 2023, l’impegno dell’associazione sul caso è poi diventato più assiduo ed efficace. Nei mesi si sono quindi susseguiti incontri istituzionali, segnalazioni alle forze di polizia, raccolte di testimonianze dirette, sopralluoghi e, infine, una denuncia in Procura e un’istanza al sindaco".   

 

"In questi anni siamo stati molto preoccupati non solo per la salute degli animali, che non venivano curati, ma anche per possibili incidenti con animali e investimenti sulle strade adiacenti il bosco - dichiara Simone Stefani, per conto di Lav Trento -. Spesso i residenti si sono imbattuti in animali vaganti in cerca di cibo, e per di più la zona è assiduamente frequentata da turisti e motociclisti. Si tratta di situazioni che, se non affrontate tempestivamente, finiscono per mettere in difficoltà anche Comuni e sindaci, che sono i primi responsabili della sicurezza degli animali sui territori".

 

Grazie alla volontà di confronto e alla disponibilità a collaborare del proprietario di tutti questi cani, Lav, insieme al personale del canile "Arcadia" di Rovereto e con il supporto del Corpo forestale provinciale, è riuscita ad avviare il recupero dei primi animali. Una quindicina di cani, anche cuccioli, sono già al sicuro nel canile e, finiti i protocolli sanitari del caso, potranno essere adottati per iniziare una nuova vita, più serena e al sicuro.  

 

"Chiediamo il supporto dell'intera comunità del territorio per favorire queste adozioni - si aggiunge Martina Gozzi, attivista di Lav Trento -. È molto importante che gli animali trovino casa in fretta, in modo da poter procedere al recupero degli altri e per risolvere definitivamente questa preoccupante situazione". Alla ricerca di volenterosi adottanti sta partecipando anche Zampa Trentina.

 

Un accumulo di animali ben oltre i limiti previsti dalla legge può sfociare, come in questo caso, in un’incuria dilagante, che compromette seriamente il benessere degli animali: "Serve una maggiore applicazione della normativa esistente contro i maltrattamenti sugli animali e misure efficaci per intervenire tempestivamente e arginare situazioni come questa, prima che divengano ingestibili e abbiano conseguenze irreparabili sulla vita di vittime innocenti", conclude Stefani.

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