Il viaggio di 8 cuccioli dall'Ucraina a Verona, l'Enpa: “Sono stremati ma ora sono al sicuro. Tra 40 giorni saranno adottabili”
Sono arrivati al rifugio Enpa di Verona i primi 8 cani recuperati in Ucraina dal rifugio a Beregszaz mentre a Treviso è arrivato una gattina, Bonia, che attenderà nella sezione trevigiana dell'Ente la sistemazione della sua famiglia sul territorio. Tra 40 giorni i cuccioli di cane saranno adottabili

VERONA. Il lungo viaggio di otto cuccioli di cane dal terrore della guerra in Ucraina al rifugio dell'Ente nazionale protezione animali a Verona: “Ora sono stremati ma al sicuro, curati e coccolati da volontari e operatori dell'Enpa”. Si tratta dei primi cani recuperati da un rifugio ucraino a Beregszaz, al confine con l'Ungheria, grazie al coraggio di volontari ucraini che li hanno portati fino al Paese magiaro. A quel punto i cuccioli sono stati presi in carico da volontari ungheresi che hanno poi organizzato il loro trasferimento in Italia, al rifugio della sezione Enpa di Verona.
“Sono stanchi per il lungo viaggio e ancora un po' impauriti – ha detto Romano Giovannoni, presidente della sezione Enpa di Verona – ma li abbiamo accolti nel nostro rifugio e ora saranno visitati dalla nostra veterinaria, direttrice sanitaria del rifugio Joana Ogiolan. Per loro si è mosso anche il Comune di Verona che si è detto disponibile a sostenere le spese. Domani aspettiamo la Asl che controllerà la documentazione per capire il protocollo sanitario da seguire. Al massimo tra 40 giorni i cuccioli saranno adottabili. Cercheremo per loro le più amorevoli famiglie. Siamo emozionati di poter dare il nostro contributo e pronti ad accogliere come Enpa tutti gli altri animali profughi che arriveranno. Enpa c’è”.
Negli scorsi giorni invece la sezione Enpa di Treviso ha accolto Bonia, una gattina tigrata arrivata dall'Ucraina. É fuggita dal conflitto insieme alla sua famiglia e rimarrà ospite nella sezione Enpa di Treviso in attesa che la sua famiglia si sistemi. “È arrivata un po' spaesata, spaventata – dicono gli operatori di Treviso – ma ora è al sicuro e si sta acclimatando. Siamo molto contenti di ospitarla qui e poter dare il nostro contributo in questa drammatica situazione”.
“Lavoriamo in stretto contatto con il Ministero della Salute - afferma Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa - e siamo pronti con la nostra rete italiana di rifugi canili e gattili ad accogliere gli animali per l’osservazione sanitaria obbligatoria, di intesa con le Asl locali. Il Ministero riceve direttamente dai posti di frontiera della Polonia, l’Ungheria e la Romania le segnalazioni di presenza di animali al seguito di rifugiati diretti in Italia".















