La salita del Menador vista da W la fuga tra scritte pro Chico Forti e un raduno per ciclisti: ''Preoccupati per i lavori''. L'idea: ''Chiudere la strada una domenica all'anno''
Alessandro Facchini, presidente di W la fuga: "Non servono interventi radicali e se l'arteria viene allargata troppo, si corre il rischio che aumentino eccessivamente tassi di percorrenza e di velocità con una riduzione della sicurezza, soprattutto per i ciclisti. Si parla di 600 metri tra le gallerie: basta un semaforo". Maxi raduno con Salite in bici e Forcella rosa val di Non in agenda per domenica 5 giugno

TRENTO. "Siamo molto preoccupati per il futuro della salita del Menador". A dirlo Alessandro Facchini, presidente del gruppo W la fuga, un'associazione che accoglie un nutrito numero di appassionati di bici. "Una strada molto apprezzata dai ciclisti, destinata a diventare ancora più frequentata dopo il grande spettacolo del Giro d'Italia: una tappa assolutamente magnifica".

Il gruppo è nato ufficialmente il 23 maggio 2006 in occasione della corsa rosa a Trento con arrivo sul Monte Bondone. A quell'appuntamento ha preso forma l'associazione che segue praticamente tutte le tappe trentine del Giro, ma è anche molto sensibile a portare avanti le istanze degli appassionati delle due ruote. E W la fuga non ha perso nemmeno questa frazione e ha voluto approfittare della carovana per ricordare "nonno" Gadler e la vicenda bloccata di Chico Forti, ancora negli Stati Uniti dopo l'annuncio di un imminente ritorno in Italia, ormai oltre 12 mesi fa.

Si guarda, però, a una certa apprensione anche ai cantieri in programma sul Menador. "Siamo in contatto con le amministrazioni comunali e condividiamo le preoccupazione sui lavori che interessano questa strada storica, un patrimonio di grande valore. L'arteria a valle è già sostanzialmente perfetta, così come a monte - evidenzia Facchini - la parte più complessa non riguarda neppure quegli 8 chilometri quanto il tratto di 600 metri tra le due gallerie: basta un semaforo per gestire quella situazione, senza allargare i tunnel o creare bypass".

Dopo la lettera dei 4 sindaci di Calceranica e Caldonazzo, Tenna e Levico Terme (Qui articolo), la Provincia ha deciso di fermare i cantieri per salvare l'estate e sfruttare la visibilità garantita dal Giro d'Italia (Qui articolo). Anche Folgaria e Lavarone sono intervenute per manifestare una certa preoccupazione sui lavori che ruotano intorno alla strada provinciale 133 di Monterovere (Qui articolo). Il territorio più interessato per rispondere alle esigenze dei pendolari è Luserna: "Si lasci inalterato il tratto storico da riservare a pedoni e ciclisti: si può fare una galleria invisibile di 220 metri'' (Qui articolo).

"La salita del Menador - dice Facchini - va preservata per il valore storico, culturale e paesaggistico: non servono interventi radicali. Nel corso dell'inverno percorro la strada diverse volte per lo sci club Panarotta e non ho praticamente mai incontrato difficoltà; ci può essere qualche problema in più d'estate ma è tutto gestibile. Se l'arteria viene allargata troppo, si corre il rischio che aumentino eccessivamente tassi di percorrenza e di velocità con una riduzione della sicurezza, soprattutto per i ciclisti".

Intanto sulla scia del Giro d'Italia, l'associazione con i gruppi Salite in bici e Forcelle rosa val di Non organizza un raduno con la proposta di due itinerari ad anello con diversa lunghezza e difficoltà per soddisfare tutte le gambe. Un evento organizzato per domenica 5 giugno.

"E' un primo passo e una specie di test perché vogliamo proporre nei prossimi anni la chiusura della salita del Menador per una domenica a giugno per una giornata tutta dedicata alle biciclette. Questo appuntamento è una prova, poi l'intenzione è quella di lavorare per trovare una condivisione ancora più strutturata con i Comuni e, soprattutto, con le malghe per riuscire a organizzare un evento annuale", conclude Facchini.





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