Sicurezza in bicicletta: corsie dedicate ai ciclisti in Paganella e in val di Cembra e un nuovo ciclodromo nell'area San Vincenzo
I due progetti sperimentali arriveranno in Paganella e il val di Cembra, dove saranno realizzate corsie "invalicabili" e "valicabili" in base alle dimensioni della carreggiata. Ma non è finita, perché nei progetti vi è anche quello di realizzare un ciclodromo nell'area San Vincenzo a Trento, destinato ad accogliere ciclisti di ogni livello, attorno al quale potrebbero sorgere anche strutture dedicate ad altri sport, come uno spazio per le Bmx, un'area skate e una per il ciclo cross

TRENTO. Due progetti "pilota" che prevedono la realizzazione di corsie ciclabili "invalicabili" nelle strade più ampie e di corsie "valicabili" dove la carreggiata è più stretta e un nuovo ciclodromo, destinato ad accogliere i ciclisti di ogni livello, che sorgerà nell'area San Vincenzo a Trento.
Il tema della sicurezza per i ciclisti sulle strada del Trentino è stato al centro di un incontro che si è svolto in Provincia: il Governatore Maurizio Fugatti ha incontrato i vertici della Federciclismo locale, il presidente Renato Beber, il vice Enrico D'Aquilio e il consigliere Andrea Piechele, alla presenza anche dei più grandi campioni del ciclismo regionale, da Francesco Moser a Gilberto Simoni, dalla due volte campionessa olimpica Antonella Bellutti a Maurizio Fondriest che da anni, con l'associazione "Io rispetto il ciclista" si batte per garantire "un posto sulla strada a chi va in bicicletta".
"Abbiamo avuto una risposta rapida e concreta - commenta il campione del mondo a Renaix, nel 1988 - e le iniziative rappresentano l'inizio di un percorso. Sarebbe eccezionale se il Trentino diventasse l' "apripista", a livello nazionale, in tal senso, un esempio da seguire. Sono anni che ci battiamo per il "metro e mezzo", siamo indietro anni luce rispetto ad altre nazioni europee e questo può essere veramente lo start per un progetto di fondamentale importanza nell'ottica della sicurezza stradale".
"L'obiettivo è garantire a tutti i ciclisti la possibilità di pedalare lungo la rete viaria provinciale in sicurezza. Lo dobbiamo a chi oggi, purtroppo, non c’è più. È fondamentale agire sia sul piano educativo, promuovendo il rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti, sia sul piano infrastrutturale, con la creazione di spazi dedicati" sono state le parole del presidente Fugatti, affiancato dal direttore generale della Provincia Raffaele De Col e dal dirigente del Servizio gestione strade Sergio Deromedis.
Il presidente del Comitato di Trento della Federciclismo, Renato Beber si è detto soddisfatto dell'esito dell'incontro. "E' un passo importante - ha dichiarato - che segue gli incontri precedenti con la vice presidente Gerosa e l'assessore Failoni. Apprezziamo la volontà concreta della Provincia di rispondere alle richieste avanzate durante la manifestazione delle scorse settimane. Siamo pronti a proseguire il dialogo per individuare le migliori soluzioni".
Ecco, allora, che i due progetti sperimentali arriveranno in Paganella e il val di Cembra, dove saranno realizzate corsie "invalicabili" e "valicabili" in base alle dimensioni della carreggiata. L'intenzione è quella di ampliare il raggio d'azione, coinvolgendo le amministrazioni locali. In prospettiva verrà elaborato un piano provinciale ad hoc per creare una rete sicure e accessibile per tutti, con particolare attenzione alle zone più rischiose e alle aree più iconiche del Trentino, dove il ciclismo è una vera e propria passione.
Ma non è finita, perché nei progetti vi è anche quello di realizzare un ciclodromo nell'area San Vincenzo a Trento, destinato ad accogliere ciclisti di ogni livello, attorno al quale potrebbero sorgere anche strutture dedicate ad altri sport, come uno spazio per le Bmx, un'area skate e una per il ciclo cross.
L’amministrazione provinciale si è impegnata anche ad un’azione di sensibilizzazione per una maggiore educazione stradale, sia per i ciclisti, affinché rispettino il corretto comportamento in strada, che per gli automobilisti, promuovendo il rispetto della sicurezza di chi si muove in bicicletta.














