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Trento
04 agosto | 19:41

"Bike Lane? Il progetto funziona", l'ex campione del mondo Fondriest: "Convivenza ciclisti-automobilisti? Educazione civica fondamentale, servono sanzioni più rigide"

L'ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest, fondatore dell'associazione 'Io rispetto il ciclista', sul tema della convivenza ciclisti automobilisti, dalle Bike Lane in Trentino all'importanza dell'educazione civica nelle scuole, fino alla necessità di sanzioni più rigide: "Bike Lane daranno buoni risultati, serve tempo. Trentino dovrebbe diventare il territorio pilota per dare un buon esempio sul tema dell'importanza di partire da misure condivise"

di Giorgia De Santis

TRENTO. “Se non promuoviamo un cambiamento radicale partendo dall’educazione civica nelle scuole, andiamo verso la strada sbagliata”.

 

Sensibilizzazione, cambiamento radicale nell’educazione civica nelle scuole e adattamento delle strade: questa la “ricetta” delineata dall'ex ciclista su strada Maurizio Fondriest che, intervistato da il Dolomiti all'indomani del tragico incidente avvenuto a Terlizzi nel barese - in cui hanno perso la vita tre ciclisti travolti da un'auto - riflette su uno dei temi che, anche in Trentino, ha assunto i connotati di una vera e propria “urgenza”.

 

Fondriest – ciclista professionista dal 1987 al 1998, già campione del mondo in linea nel 1988 e vincitore della Milano-Sanremo nel 1993 – ha inoltre fondato inoltre assieme a Marco Cavorso e all'ultracyclist da Guinness dei primati Paola Gianotti, l'associazione 'Io rispetto il ciclista' attraverso cui portando avanti una vera e propria battaglia per la sicurezza dei ciclisti sulle strade, attraverso importanti campagne di sensibilizzazione.

 

“È fondamentale ripartire dalle scuole per arrivare ad una maggiore consapevolezza su strada” spiega subito Fondriest, che specifica come il rispetto delle regole derivi in primis dalla cultura e dall’educazione che deve essere trasmessa ai più giovani.

 

Fondamentale, a detta dell'ex campione, è anche intervenire concretamente per “migliorare” l'assetto delle strade, realizzando ciclabili sicure. Ed il pensiero non può che andare alle Bike Lane, che proprio in questi giorni stanno creando ampio dibattito in Trentino (QUI ARTICOLO).

 

“Attraverso il lavoro della nostra associazione abbiamo installato dei cartelli stradali per responsabilizzare gli automobilisti sul rispetto del ciclista – spiega Fondriest - oltre ad aver portato avanti con la Provincia l'inserimento delle Bike Lane”.

 

Un progetto, rimarca, che in Trentino sta andando bene e che ha portato alla realizzazione nel giro di pochi mesi delle prime corsie. Come è noto la Provincia ha introdotto, in via sperimentale, 20 corsie riservate ai ciclisti sulle principali e più frequentate salite, con il progetto che è partito in Val di Cembra e a Fai della Paganella, un lavoro lungo che si è concretizzato recentemente e che, secondo l'ex ciclista, “darà dei risultati tra un po' di tempo”.

 

“Serve più severità da parte delle autorità” aggiunge Fondriest, che sottolinea l’importanza dell’inasprimento delle leggi, in linea con altri paesi europei (come Spagna e Olanda) dove le sanzioni e i provvedimenti sono di gran lunga più rigidi.

 

Infine, un pensiero proprio al Trentino, che nell'idea dell'ex ciclista dovrebbe diventare il territorio pilota per dare “un buon esempio al resto della penisola per quanto riguarda l'importanza di partire da misure condivise per veicolare un cambiamento positivo in merito alla convivenza su strada tra ciclisti e automobilisti”.

 

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