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| 20 ott 2022 | 17:02

L’addio al “Bomber” Fabrizio Stefani, il ricordo del figlio: “Come nel calcio, così nella vita, combatti dal primo minuto ma talvolta l’avversario è troppo forte per chiunque”

Fabrizio Stefani era conosciuto con il soprannome di “Bicio” ma per tutti era “El Bomber” perché se c’era una cosa che lo infiammava era proprio il calcio. Il ricordo del figlio Denis: “Hai giocato con onore, stringendo i denti, lottando come hai sempre fatto nella tua vita ed io sono orgoglioso di te e lo sarò per sempre”

Fabrizio Stefani con il figlio Denis
Fabrizio Stefani con il figlio Denis
di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. La comunità dell’Alto Garda si è stretta nel dolore della famiglia di Fabrizio Stefani, venuto a mancare a soli 55 anni (avrebbe festeggiato il compleanno il prossimo 22 novembre) per via di una grave malattia. Da alcuni giorni infatti, il 55enne era stato ricoverato in ospedale a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, purtroppo nella mattinata di ieri, 19 ottobre, il suo cuore ha smesso di battere.

 

Stefani viene ricordato in tutta la Busa, sono tantissimi i messaggi pubblicati sui social, per la gente del posto era impossibile non incrociarlo a Varone, frazione di Riva, dove vivevano anche mamma Ivana e papà Corrado. A a piedi o in bici si era sempre mantenuto attivo anche grazie alla grande passione per lo sport.

 

Da molti era conosciuto con il soprannome di “Bicio” ma per tutti era “El Bomber” perché se c’era una cosa che lo infiammava era proprio il calcio. La fama del goleador che poteva contare su un mancino potente e velenoso, un calciatore “spigoloso” come talvolta poteva essere il suo carattere ma dietro al quale si nascondeva un uomo buono. I primi calci al pallone, oltre che sui campetti di strada, risalgono alle giovanili della Benacense ma la maggior parte degli appassionati lo ricordano con la maglia del Penede, la vecchia squadra di Nago che oggi non esiste più.

 

La passione per il calcio era sicuramente condivisa con il figlio Denis, attaccante della Varonese (oltre che di altre compagini dell’Alto Garda). In molti rammentano Fabrizio sugli spalti del centro sportivo di via Marone 45 a Varone per incitare la squadra giallonera.

 

“Nel calcio – ricorda proprio Denis – ci sono quelle partite in cui si sta mettendo male e si arriva ad un soffio dalla sconfitta; quelle partite che non ti aspetti, quell’avversario che ti coglie alla sprovvista. Ma poi un giocatore, non uno a caso, il bomber della squadra, si prende tutti sulle spalle e col suo sinistro d’oro, in pochi minuti ribalta il risultato e si porta a casa la partita. La prima è andata così. Poi però, purtroppo, ci sono quelle partite in cui combatti, dal primo minuto, fatichi, corri, ci provi e dai l’anima in campo, ma non gira, non svolta, quell’avversario è troppo forte e non c’è storia. Come nel calcio, così nella vita. Solo che questa partita, caro bomber, nonostante facessimo tutti il tifo per te come sempre, è stata della seconda tipologia. Questo maledetto avversario era troppo forte per te, troppo forte per chiunque, ed ha vinto. Ma hai giocato con onore, stringendo i denti, lottando come hai sempre fatto nella tua vita ed io sono orgoglioso di te e lo sarò per sempre”.

 

Il triste annuncio per la scomparsa del “Bomber” è stato dato dall’ex moglie Paola e il figlio Denis, mamma Ivana e papà Corrado, oltre che dalle sorelle Susy ed Elisabetta. I funerali si terranno sabato 22 ottobre alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Varone, il rosario sarà recitato mezz’ora prima della cerimonia.

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