L’addio all’infermiera Michela Galvagni: “Donna generosa e impegnata, il destino se l’è portata via giovanissima e ancora piena di desideri e sogni”
Michela Galvagni era la caposala del reparto di anestesia e rianimazione all’ospedale di Rovereto, un male incurabile se l’è portata via, il ricordo: “Le siamo tutti riconoscenti per l’esempio discreto ma appassionato dato dell’amore per la professione al servizio degli altri”

ROVERETO. Michela Galvagni si è spenta a soli 51 anni per via di un male incurabile che l’aveva colpita da alcuni anni. Galvagni era una delle stimate infermiere dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, in particolare era la caposala del reparto di anestesia e rianimazione, inoltre ricopriva anche la carica di referente locale dell’Irc, l’Italian Resuscitation Council.
Galvagni fin che ha potuto era stata in reparto a lavorare, fianco a fianco con i colleghi che tanto la stimavano. “Non capisco perché la vita è così ingiusta e si porta sempre via le persone migliori”, il commento postato da un’amica sui social.
La roveretana, oltre al suo lavoro, amava la montagna e gli sport all’aria aperta e si era appassionata alla politica. Alessandro Urzì, commissario provinciale di Fratelli d’Italia ha voluto ricordarla così: “Il partito si stringe, attraverso tutti i suoi militanti e dirigenti, a partire dal commissario di Rovereto Zenatti, attorno alla famiglia di Michela, donna generosa e impegnata nell’ambiente di lavoro come nel volontariato senza risparmio di sé. Lascia un ricordo commovente”.
“Il destino – ha proseguito Urzì – se l’è portata via giovanissima e ancora piena di desideri e sogni. Le siamo tutti riconoscenti per l’esempio discreto ma appassionato dato dell’amore per la professione al servizio degli altri. Ma era soprattutto una donna discreta ma dedita al conforto dell’ammalato”. I funerali si terranno mercoledì 23 novembre alle 15 nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia a Rovereto.













