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Le ''Frecce Tricolori'' alla serata del Rotary Club Trento (IL VIDEO), dalla ''Squadriglia Folle'' ai ''Pony'' storia del mito

Lunedì al Grand Hotel Trento erano presenti il Comandante Vit, il Capitano Sommariva e il Solista Maggiore Salvatore. Hanno raccontato la storia delle Frecce Tricolori dai primi voli acrobatici di inizio '900 alla nascita della formazione come la conosciamo oggi

Pubblicato il - 15 April 2022 - 12:55

TRENTO. Le mitiche “Frecce Tricolori” hanno sfrecciato - simbolicamente”- al Grand Hotel ospiti del Rotary Club di Trento, presieduto da Matteo Sartori. Presenti alla serata di lunedì 11 il Comandante Ten. Col. Stefano Vit (Pony 0), il Capitano Alessandro Sommariva (Pony 2) ed il Solista Maggiore Massimiliano Salvatore (Pony 10). Un grande incontro iniziato con il Comandante Stefano Vit, che ha spiegato come sono nate le ''Frecce'' e quanta storia si trova alle loro spalle.

 


 

Vit ha raccontato che era consuetudine, da parte dei piloti militari, di effettuare nelle loro esercitazioni delle semplici manovre acrobatiche, che potevano consistere in esibizioni singole, in coppia od in formazione serrata, al fine di realizzare delle figure geometriche: di solito si trattava di figure “a cuneo”. Si affermarono poi, negli anni venti e trenta, alcune esibizioni circensi di acrobazia aerea, con degli acrobati agganciati sulle ali degli aerei. Nella primavera del 1928 tre piloti del “1° Stormo Caccia” dell’Aeroporto di Campoformido (in Friuli Venezia Giulia) si esibirono in spettacolari “looping” (cerchi) con dei biplani.

 

Il 1° settembre dello stesso anno fu dato il comando del “1° Stormo” al Ten. Col. Rino Corso Fougier, convinto assertore del fatto che la tecnica dell’acrobazia aerea dovesse far parte dell’attività addestrativa di un pilota militare (contrariamente a quanto pensava allora il Comando Generale). Nel luglio 1929, su indicazione di Italo Balbo, il “1° Stormo” organizzò un’esibizione acrobatica con il nuovo caccia CR.20, per onorare i due aviatori statunitensi che avevano fatto il primo collegamento aereo tra il Nord America e Roma. L’esibizione riscosse un gran successo e così, nel 1930, si decise di fondare la prima scuola di volo acrobatico proprio a Campoformido, che all’inizio comprendeva 5 aerei Fiat C.R. 20 Asso. Questo primo gruppo acrobatico fu chiamato “Squadriglia Folle”.

 

La prima manifestazione acrobatica pubblica fu fatta dalla Pattuglia “Aurora” l’8 giugno 1930, nella “Giornata dell’Ala”, con tre formazioni di cinque di quegli aerei. Si effettuò per la prima volta la famosa figura della “Bomba”, eseguita per tre volte consecutive. Durante la “Giornata Dell’Ala” del 28 marzo 1936 debuttarono felicemente, per la prima volta, i Fiat CR.32, che in due formazioni di cinque aerei si esibirono in sincronia. Intensa fu l’attività fra il 1937 ed il 1939, con esibizioni a Budapest, Zurigo, Perù, Cile ed Argentina. L’ultima esibizione all’estero fu a Berlino il 23 giugno 1939 , con la Pattuglia “Aurora” detta “Gamba di ferro”, così chiamata per la gamba di ferro del Comandante Cap. Ernesto Botto, che l’aveva persa in battaglia.

 

 

Tre mesi dopo la Germania nazista invase la Polonia e nel 1940 l’Italia entrò in guerra. Furono così sospese tutte le attività acrobatiche, che ripresero a Padova, a guerra finita, nel 1947. Nel 1960 fu deciso di fondare un’Unità Speciale di Acrobazia Aerea presso l’aeroporto di Rivolto, a pochi chilometri da Campoformido, unità che fu realizzata il 1° marzo 1961. Il 1°maggio dello stesso anno ci fu la prima esibizione ufficiale sull’aeroporto di Trento. Poiché la maggior parte dei piloti provenivano dalla “Pattuglia del Cavallino Rampante”, si scelse come nominativo per i collegamenti radio del reparto il termine "Pony". Si predisposero due programmi di volo, uno a profilo alto, da attuare in condizioni atmosferiche ottimali, con la base delle nubi non inferiore a 6000 piedi (2 Km), ed uno a profilo basso, per condizioni atmosferiche non buone, con la base delle nubi a 400 metri.

 

Sulla fusoliera nel 1961 fu messo inizialmente un rombo contenente una freccia nera, che in seguito fu sostituita con tre frecce di colore “bianco rosso e verde”. Ecco che da allora si chiamarono “Le Frecce Tricolori” con una formazione allargata a nove aerei. Il 28 dicembre 1963 le “Frecce Tricolori” furono equipaggiate con nuovi aerei di concezione e produzione italiana: i Fiat G.91PAN che erano la versione modificata del caccia tattico Fiat G.91. A partire dal 1966 fu introdotto il decimo aereo.

 

Il 6 gennaio 1982 vennero consegnati i nuovi aerei italiani dell’Aermacchi, ben più agili dei precedenti: gli “MB.339PAN”. Da sempre le “Frecce Tricolori” compiono con grandissimo successo manifestazioni acrobatiche, portano il Tricolore alto nei cieli di tutto il mondo. Il Comandante Vit ha completato l’incontro, evidenziando l’assoluta importanza che hanno i rapporti che devono intercorrere fra i piloti, che attraverso una completa fiducia reciproca, devono sempre anteporre l’unione ed il raggiungimento delle finalità comuni a quelle di ciascuno di loro. Imprescindibili valori, questi, di altissimo profilo. Ha concluso la serata il presidente del Rotary Club Trento Matteo Sartori dicendo: “Chi di noi non custodisce in cuor suo un momento nel quale ha posto lo sguardo verso l’alto aspettando di vederli sfrecciare, e non si è sentito davvero fiero di essere italiano?”.

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