Dalla prima guerra mondiale alle infami invasioni coloniali in Libia ed Etiopia, i bombardieri Caproni dell'Aeronautica Militare Italiana in mostra all'aeroporto di Trento
Si chiama “Il dominio dell’aria: genesi e realtà del bombardiere Ca.3” ed è la mostra, allestita al Museo dell’aeronautica Caproni di Trento, promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con l’Aeronautica Militare Italiana e il Museo Italiano della Guerra di Rovereto. I Ca.36 furono in uso anche in Libia dove l'Italia si macchiò dell'infamia dei bombardamenti con gas su partigiani e popolazione civile. Bisesti: ''Rappresentano un pezzo fondamentale della storia industriale italiana''

TRENTO. Seminarono morte e distruzione e in Libia ed Etiopia i bombardieri italiani furono impiegati anche per gasare la popolazione locale diventando strumenti attivi di un genocidio condannato da tutte le altre nazioni del mondo. In questi giorni al Museo Caproni di Trento è stata allestita una mostra in collaborazione con l'Aeronautica Militare Italiana che racconta anche la genesi del bombardiere Caproni uno dei mezzi protagonisti delle imprese della nostra aviazione anche nelle guerre coloniali soprattutto in Libia (dove era operativo il Ca.36).
Come non troppo noto, purtroppo, se dal 1928, tutti i principali Paesi del mondo (con la sola eccezione significativa degli Stati Uniti) firmarono una convenzione per la messa al bando degli aggressivi chimici l'Italia ne fece ampio uso in Libia, tra il 1923 e il 1931, contro i cosiddetti ribelli (oggi partigiani che combattevano per la propria autodeterminazione) che si opponevano alla dominazione coloniale italiana. L’aggressivo chimico più micidiale, negli anni Trenta, era l’iprite (chiamato mustard gaz dagli inglesi). Nel complesso, durante la guerra, ne sarebbero state rovesciate sugli etiopici circa 300 tonnellate sul fronte settentrionale (cui vanno aggiunti i 30.500 kg utilizzati sul fronte somalo).
A sterminare indiscriminatamente combattenti e popolazione era l'aviazione che in questi giorni celebra uno dei suoi storici bombardieri il Caproni. La mostra, però, ha una valenza storica ed oggi è stata inaugurata con soddisfazione dall'assessore alla cultura della Provincia di Trento Mirko Bisesti: ''Questa mostra, realizzata in occasione del Centenario dell’Aeronautica Militare Italiana, ci racconta la genesi del bombardiere Caproni serie Ca.3. e, più un generale, la storia di questi aerei che rappresentano un pezzo fondamentale della storia industriale italiana''.
Una storia, ha proseguito Bisesti, intrinsecamente legata alla figura di Gianni Caproni, nato in Trentino, a Massone di Arco. ''Caproni realizzò proprio qui il suo primo velivolo a motore, il Ca.1 nel 1910, in una fase pionieristica dell’aviazione, prima di trasferirsi a Cascina Malpensa dove portò in volo proprio il Ca.1. Gianni Caproni, al quale questo museo non a caso è intitolato. Fu una figura straordinaria - ha aggiunto Bisesti - per le sue capacità progettuali, il suo talento, la sua visione. Questa mostra, che vede la collaborazione dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica militare e del Museo storico italiano della guerra di Rovereto, apre nuovi sguardi sulla guerra aerea in Italia e sui suoi protagonisti, grazie anche a fotografie, oggetti e opere d’arte che provengono dalla collezione Caproni e del Museo storico della guerra”.
Questo l'assessore Mirko Bisesti alla cerimonia di inaugurazione dell’esposizione “Il dominio dell’aria: genesi e realtà del bombardiere Ca.3”. La mostra, allestita al Museo dell’aeronautica Caproni di Trento, è promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con l’Aeronautica Militare Italiana e il Museo Italiano della Guerra di Rovereto. All’appuntamento erano presenti, assieme all’assessore e al direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, i curatori Lorenzo Gardumi e Federica Lavagna, i rappresentanti del Museo italiano storico italiano della guerra di Rovereto, del Comune di Trento, dell’Aeronautica militare, delle altre forze armate e dell’associazione Arma Aeronautica di Trento.
Presenti anche gli studenti e gli insegnanti dell’istituto Martino Martini di Mezzolombardo, iscritti all’indirizzo Conduzione del mezzo aereo, che sono impegnati nel progetto di montaggio aereo con attività presso l’aeroporto. Realizzata in occasione dei 100 anni dell’Arma Azzurra, la mostra (aperta da oggi fino al 21 aprile 2024) racconta gli sviluppi e la storia militare e civile del bombardiere Caproni serie Ca.3. Il progetto si articola in una parte introduttiva e cinque sezioni che affrontano l’evoluzione teorica legata al bombardamento strategico, a cavallo della Grande Guerra, e quella tecnica e storica relativa agli aerei Caproni.
Dopo aver fornito un quadro generale iniziale, la seconda sezione della mostra mette in luce il dibattito interno agli ambienti militari su dottrina e realtà della guerra aerea in Italia. Di seguito, l’attenzione è rivolta allo sviluppo tecnologico della serie Caproni Ca.3 (Ca.32, Ca.2, Ca.33) con un breve accenno alle serie successive (Ca.4 e Ca.5). La quarta sezione tratta invece gli aspetti più prettamente militari, l’impiego e l’operatività dei bombardieri Caproni nel corso della prima guerra mondiale (1915-1918) fino a comprendere le vicende legate alla riconquista della Libia (1921-1931).
La sezione conclusiva illumina infine il contesto postbellico e la conversione dei velivoli Caproni a uso civile e sportivo. Accompagnano il percorso espositivo 5 sintetici approfondimenti che arricchiscono l’offerta culturale.















