Piccoli ordigni della Grande Guerra rinvenuti vicino alla case cantonali dello Stelvio, una bomba di 80 chili riaffiora dal ghiacciaio Dosegù
La Croce Rossa di Milano: ''Nonostante il tempo trascorso, restano ancora pericolosi: per questo, in caso di ritrovamento, è fondamentale allontanarsi subito e avvisare le autorità. Oggi siamo stati sul Passo dello Stelvio a fianco del X Genio Guastatori di Cremona, per garantire supporto sanitario durante due delicati interventi di disinnesco di ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale''

BORMIO. ''Gli ordigni bellici inesplosi, come bombe o proiettili, continuano ancora oggi a riaffiorare nei luoghi che furono teatro di conflitti. Nonostante il tempo trascorso, restano ancora pericolosi: per questo, in caso di ritrovamento, è fondamentale allontanarsi subito e avvisare le autorità. Oggi siamo stati sul Passo dello Stelvio a fianco del X Genio Guastatori di Cremona, per garantire supporto sanitario durante due delicati interventi di disinnesco di ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Un impegno silenzioso ma fondamentale per la tutela della sicurezza collettiva''. Così la Croce Rossa Italiana - Comitato Milano descrive l'intervento avvenuto ieri all'altezza della quarta casa Cantoniera lungo la statale dello Stelvio dove alcuni escursionisti avevano ritrovato dei piccoli ordigni ancora inesplosi risalenti alla Grande Guerra.
Un'altra scoperta all'altezza della seconda casa che però, al controllo degli artificieri, è risultato essere solo un pezzo di un ordigno, dunque inerte. Le vette che circondano il Passo dello Stelvio, d'altronde, furono al centro dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale. Il gruppo Ortles - Cevedale rappresentò una linea di fronte dove austriaci e italiani si contesero metro per metro, combattendo una guerra asprissima tra gelo, neve, valanghe, fame e scontri corpo a corpo.
Proprio sui monti dell'Ortles-Cevedale, comunica la Provincia Unica Tv, sono stati rinvenuti altri ordigni in zona non antropizzate quindi a più basso rischio. Uno, però, necessita di una particolare attenzione. Si tratta di una bomba di quasi 80 chili e di più di 20 centimetri di diametro rinvenuta ai piedi del ghiacciaio Dosegù da alcuni escursionisti. La bonifica è attesa per l'11 settembre e con buona probabilità dovrà avvenire sul posto viste le dimensioni dell'ordigno.












