"Papà, c'è qualcosa che luccica tra le rocce", e il bambino trova un ordigno bellico vicino al sentiero: in azione gli artificieri
E' successo in Val Zebrù, in Alta Valtellina, dove un ordigno inesploso della Prima guerra mondiale è stato ritrovato a 1.800 metri di quota da una famiglia di escursionisti lungo un torrentello a poca distanza dal sentiero

BORMIO. Non è raro che, specialmente in estate complice il ritiro dei ghiacciai e l'assenza di neve, in quota sulle montagne "spuntino" reperti e frammenti della storia recente, in particolare relativi alle Guerre Mondiali che su quelle cime hanno visto schierati eserciti e migliaia di soldati.
L'ultimo caso, raccontato da La Provincia Unica, arriva dalla Val Zebrù, in Alta Valtellina, dove una famiglia in escursione a quota 1.800 ha fatto una scoperta "pericolosa" a poca distanza dal sentiero.
Mentre risaliva un torrentello, uno dei tre bambini ha notato un oggetto metallico e luccicante tra i sassi, scambiandolo inizialmente per un minerale.
Ma il padre si è subito accorto che si trattava di un ordigno bellico, probabilmente risalente alla prima guerra mondiale.
Così ha immediatamente fatto allontanare i bambini e segnalato l'oggetto alle autorità competenti e in particolare al soccorso alpino della guardia di finanza di Bormio.
Gli specialisti dando un'occhiata alle foto hanno confermato che si trattava di un residuato bellico, verosimilmente un proiettile d’artiglieria ancora potenzialmente attivo, lungo 22 centimetri per 6 di diametro.
Così il giorno successivo il soccorso alpino ha effettuato un sopralluogo, ha delimitato l’area per sicurezza, e il X Genio guastatori di Cremona ha provveduto a far brillare l’ordigno.












