"Mia figlia torna dall'asilo piena di punture": la mamma chiede una disinfestazione. Franceschini: "Non risolverebbe il problema. Ognuno faccia la propria parte"
Il numero di zanzare sul territorio è cresciuto in maniera importante negli ultimi anni e ancora adesso la loro presenza è importante anche se dimezzata rispetto al picco estivo. Alcuni genitori hanno, quindi, segnalato fastidiose situazioni, tra cui le innumerevoli punture che ricoprono i corpi dei piccoli che frequentano gli asili del Comune

TRENTO. "Negli ultimi 10 anni il numero di zanzare nel nostro territorio è aumentato in maniera importante: quest'anno, nel periodo più caldo, abbiamo raggiunto il picco di 7000 uova". Queste le parole di Alessandra Franceschini, tecnico specialista della sezione Zoologia degli invertebrati e idrobiologia del Muse, che a Il Dolomiti racconta una situazione che ha interessato non soltanto la città di Trento, ma anche le zone circostanti, arrivando anche negli asili, dai quali i bambini "rientrano a casa ricoperti di punture", denunciava ieri (non a caso) una mamma.
Le zanzare "tigre, ma non solo - chiarisce fin da subito Franceschini - hanno trovato quest'anno temperature ideali per proliferare, portandoci a registrare dati notevoli, ma non di certo simili o pari a quelli della pianura Padana, dove i numeri sono ben più elevati". Numeri che, per la zona di Trento, paiono comunque piuttosto importanti e sono infatti bastati a causare non pochi fastidi, soprattutto per quei bambini che frequentano gli asili del Comune.
Sui social, non a caso, è apparsa ieri la segnalazione di una mamma che denunciava le innumerevoli punture di zanzara sul corpo della figlia, la quale frequenta l'asilo di Ravina: una questione che tormenta piccoli e genitori da lunghi mesi e alla quale questi ultimi vorrebbero venisse posta fine attraverso una "tempestiva disinfestazione dell'area".
A chiarire la questione, l'esperta Franceschini che, accanto a altri colleghi del Muse, da tempo monitora la presenza di questi insetti nella zona di Trento: "Abbiamo raggiunto il picco in piena estate, arrivando a raccogliere 7000 uova in tutto il Comune: la scorsa settimana ne abbiamo raccolte invece 3500, a testimonianza del fatto che, con l'abbassamento delle temperature, le zanzare stanno diventando più pigre e, col passare del tempo e l'arrivo dell'autunno, disturberanno sempre meno", assicura.
Certo è che l'esagerata proliferazione di questi insetti ha tormentato i più per tutta l'estate e inevitabilmente continua a destare preoccupazione, soprattutto per i genitori di quei bambini che "tornano da scuola ricoperti da punture e questo perché - spiega Franceschini - i luoghi di aggregazione come gli asili costituiscono punti dove trovare innumerevoli persone, ossia lauti pasti".
"Il Comune fa già tutto quanto si potrebbe fare - aggiunge poi - per quanto concerne le aree pubbliche, così come per quanto riguarda le scuole, le istituzioni già da tempo provvedono a far trattare le zone erbose con larvicidi, ogni volta che viene tagliata l'erba". Per quanto riguarda gli insetti adulti, invece, non è previsto nessun tipo di trattamento: "Parliamo di sostanze tossiche, tanto per l'insetto quanto per l'uomo. Oltre a ciò, si tratta di un problema che, poco dopo essere stato risolto comunque si ripresenterebbe, perché le zanzare continuano comunque a infestare le zone circostanti", sottolinea.
“La diffusione della zanzara tigre è una questione in mano anche all'uomo - aveva non a caso dichiarato a Il Dolomiti Alessio Bertolli, vice direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto - i comportamenti delle persone possono ridurre la quantità di ambienti favorevoli alla riproduzione degli insetti. Il consiglio è quello di eliminare ogni possibile ristagno d'acqua: ne basta un centimetro per far deporre e poi dischiudere le uova, dando quindi vita a centinaia e centinaia di zanzare”.
Un consiglio, quello di Bertolli, confermato oggi anche dall'esperta del Muse la quale conclude che "il Comune sta lavorando bene anche per quanto riguarda strade e tombini. Sarebbe necessario che ognuno facesse la propria parte, privati compresi, invitati a curare i propri spazi verdi, evitando ristagni d'acqua".












