Zanzare tigre, il Museo Civico: “Più che raddoppiate rispetto al 2021, ed il picco è lontano. La siccità non ha fermato la diffusione”
Come ogni anno, spiega a il Dolomiti il vice direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto Alessio Bertolli, la realtà museale roveretana sta portando avanti in 17 Comuni della Vallagarina e dell'Alto Garda il monitoraggio relativo alla presenza delle zanzare sul territorio: con l'ondata di caldo primaverile il numero delle uova di zanzare tigre rinvenute nelle quasi 300 ovitrappole posizionate in ambienti urbani è più che raddoppiato rispetto al 2021, quando la primavera era stata piuttosto fredda, riportandosi sui livelli registrati negli anni precedenti

ROVERETO. “Nel giugno delle scorso anno, sulle 'astine' che sistemiamo all'interno delle quasi 300 ovitrappole posizionate sul territorio, si raggiungevano a malapena le 20 uova di zanzara tigre: nello stesso periodo quest'anno siamo arrivati anche a 50”. E per quanto riguarda la presenza dei fastidiosi insetti sul territorio, spiega a il Dolomiti il vice direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto Alessio Bertolli: “Il picco è ancora ben lontano”.
Come ogni anno, anche nel 2022 la realtà museale roveretana sta infatti portando avanti, in 17 Comuni della Vallagarina e dell'Alto Garda, il monitoraggio relativo alla presenza di zanzare sul territorio ed il fenomeno è in netta crescita rispetto allo scorso anno, quando la primavera era stata piuttosto fredda, riportandosi sui livelli registrati negli anni precedenti. E nonostante la grande siccità (che ha ridotto considerevolmente il numero di zanzare 'autoctone'), la mancanza di pioggia non ha rallentato la diffusione delle 'tigri' in Trentino.
“Anche in assenza di precipitazioni – spiega infatti Bertolli – questi insetti sono in grado in ogni caso di trovare negli ambienti urbani piccole raccolte o ristagni d'acqua dove riprodursi”. Insomma, come detto, se la siccità ha portato ad una contrazione nella presenza di zanzare 'autoctone', che hanno faticato a trovare ambienti adatti alla loro riproduzione, le alte temperature hanno invece favorito la diffusione massiccia delle zanzare tigre.
“L'anno scorso – continua il vice direttore della Fondazione Museo Civico – il picco per quanto riguarda la presenza di zanzare tigre è arrivato in Vallagarina a Ferragosto, e con i numeri che già oggi stiamo osservando sul territorio ci aspettiamo per quest'estate una situazione peggiore. L'anno scorso poi, per questioni di temperatura, c'era una differenza osservabile tra la presenza degli insetti in fondovalle e nelle località di media montagna. Differenza che quest'anno, con l'ondata di caldo, è invece sostanzialmente sparita”.
In definitiva quindi, sottolinea Bertolli: “La diffusione della zanzara tigre è una questione in mano anche all'uomo, i cui comportamenti possono ridurre la quantità di ambienti favorevoli alla riproduzione degli insetti. Il consiglio è quello di eliminare ogni possibile ristagno d'acqua: ne basta un centimetro per far deporre e poi dischiudere le uova, dando quindi vita a centinaia e centinaia di zanzare”.
E' importante quindi levare l'acqua da sottovasi, annaffiatoi, vasi vuoti e non lasciare in giro piccoli contenitori che possano riempirsi di acqua piovana. Attenzione poi a caditoie, grondaie, pozzetti e bidoni di raccolta d'acqua dei campi. Nel caso poi non si volessero svuotare per esempio le vasche ornamentali, dicono gli esperti, è possibile riempirle di pesci, che si nutrono delle larve di zanzara. Per quanto riguarda invece i tombini ed i pozzetti di controllo profondi, è possibile richiedere al Museo Civico stesso le apposite pastiglie anti-larve.












