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Ristorante sempre pieno, ma spariscono i soldi: cameriere ruba 90 mila euro, modificando le comande con sconti "inesistenti"

Il dipendente avrebbe contraffatto per 5 anni i dati del palmare con cui prendeva le ordinazioni, facendo pagare ai clienti il conto a prezzo pieno, ma tenendosi poi la differenza. La denuncia è arrivata da parte del ristoratore, insospettito dal calo degli incassi della propria attività

Di F.C. - 31 ottobre 2022 - 17:23

BOLZANO. E' riuscito a contraffare i dati del palmare con cui prendeva le ordinazioni, applicando sconti "inesistenti" e facendo pagare ai clienti il conto a prezzo pieno, ma tenendosi poi la differenza. E' questo il piano messo in atto per ben 5 anni da un cameriere di un noto hotel ristorante della Val Gardena, accusato di essersi appropriato di una parte degli incassi giornalieri, per un importo pari a oltre 90.000 euro.

 

Questa è la scoperta a seguito di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Bolzano, avviata dopo la denuncia presentata alla Procura da parte del ristoratore, insospettito dal calo degli incassi della propria attività, nonostante il ristorante continuasse a fare il tutto esaurito.

 

E' così che i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria, per ricostruire la vicenda, hanno visionato e controllato più di 36 mila documenti commerciali relativi agli ordinativi gestiti dal cameriere ed esaminato la memoria del programma utilizzato per la gestione della sala, che consente di comunicare in tempo reale le ordinazioni alle cucine e al bar, di redigere gli scontrini e procedere alla totalizzazione dei corrispettivi.

 

Ripercorrendo gli ultimi cinque anni attraverso le diverse comande è emerso il raggiro che sarebbe stato architettato dal dipendente: dopo aver acquisito gli ordinativi, servito la clientela, incassato il relativo corrispettivo e rilasciato il documento commerciale (la vecchia ricevuta fiscale), invece di chiudere definitivamente la transazione, avrebbe indirizzato l’ordine su un altro tavolo, in quel momento non occupato da altri clienti, riaperto il conto e simulato l’applicazione di uno sconto tra il 50% e il 99%, cifra non in linea con la normale prassi aziendale.

 

Solo a questo punto il dipendente avrebbe chiuso definitivamente l’operazione, in modo che il programma gestionale non totalizzasse il conto "pieno", il cui corrispettivo era stato realmente incassato, bensì quello "scontato". In questo modo i clienti avrebbero pagato l’importo totale dovuto, non avendo alcuna evidenza dello "sconto" applicato.

 

Il cameriere così a fine turno avrebbe consegnato al datore di lavoro una somma di denaro pari agli incassi, come risultanti dal documento riepilogativo prodotto dal gestionale, trattenendo per sé la differenza tra quell’importo e gli incassi effettivi.

 

Gli esiti dell’attività investigativa eseguita sono stati partecipati all’Autorità giudiziaria delegante, con l'ipotesi di truffa aggravata ai danni del ristoratore.

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