Serie di vandalismi in Valsugana. Dopo il parco della memoria, la tomba romana e alcuni gazebo al lago viene presa di mira la chiesa di S. Biagio (FOTO): ''Molta amarezza''
Il vice sindaco di Levico Terme, Patrick Arcais: "Siamo stati tutti giovani e tutti abbiamo avuto la voglia di spaccare il mondo perché ci sentivamo forti e invincibili. Qualcuno però deve avere interpretato male il significato di spaccare"

LEVICO TERME. Prima il parco della memoria, quindi la tomba romana, poi i gazebo dal lago. Ora i vandali hanno preso di mira la chiesetta di San Biagio. Una serie di raid in questi mesi che hanno colpito nelle ore notturne alcune aree a Levico Terme.
Danneggiamenti che amareggiano la comunità. "Siamo stati tutti giovani e tutti abbiamo avuto la voglia di spaccare il mondo - commenta Patrick Arcais, vice sindaco di Levico Terme - perché ci sentivamo forti e invincibili. Qualcuno però deve avere interpretato male il significato di spaccare".

La scoperta è avvenuta nella mattina di oggi, martedì 14 giugno, quando sono arrivate le segnalazioni della chiesetta presa di mira dai vandali.

La porta imbrattata, una panchina contro il muro, alcune pietre lanciate contro l'edificio e il tentativo di forzare la serratura. Questa la triste l'immagine che ci si è trovati davanti, per un evento che ha colpito un luogo di culto.

"Purtroppo - aggiunge Arcais - è una situazione difficile da commentare, un atto ingiustificabile e tra i peggiori perché si è andati a colpire un luogo simbolico molto importante per la comunità".

E' solo l'ultimo caso di una serie di vandalismi perpetrati a Levico Terme: nelle scorse settimane è toccato al parco della memoria, la tomba romana e i gazebo al lago.

"Ci sono le telecamere a ogni accesso del paese - prosegue il vice sindaco - così come alle isole ecologiche e presto anche nella zona a traffico limitato. Per qualcuno la soluzione sarebbe quella di coprire di telecamere ogni centimetro di territorio, ma qualcosa resterebbe certamente scoperto: allora verrebbero presi di mira quei centimetri. E' una situazione spiacevole perché si danneggiano beni comuni, alcuni dei quali molto sentiti dalla comunità. Non bisogna poi dimenticare che le spese ricadono su tutta la cittadinanza quindi il danno è doppio".
La speranza è quella che non si verifichino altri casi. "A pensarci bene dovremmo dedicare un bene artistico - culturale ai vandali, costruendone uno ad hoc. Si accettano consigli", conclude ironicamente Arcais.


















