“Subito accesso agli atti ed esame di un nostro consulente”: l'Oipa dopo la morte dell'orsa F43. “Pat lontana da una serena convivenza con la fauna selvatica”
Il presidente dell'Oipa Massimo Comparotto dopo la morte dell'orsa F43: “Quando avremo in mano la documentazione, compresi i materiali video, valuteremo l'opportunità di farla analizzare a un nostro consulente”. La delegata per il Trentino Ornella Dorigatti: “La Pat è ancora ben lontana dall'attuare una seria azione di prevenzione e una seria progettazione volte a una serena convivenza con la fauna selvatica”

TRENTO. “Quando avremo in mano la documentazione, compresi i materiali video, valuteremo l'opportunità di farla analizzare a un nostro consulente. Ci riserviamo inoltre d'intervenire nelle opportune sedi per la tutela degli orsi, animali protetti a livello comunitario, se emergeranno responsabilità”. Sono queste le parole del presidente dell'Oipa Massimo Comparotto dopo la morte dell'orsa F43, comunicata oggi dalla Pat (Qui Articolo) durante la sostituzione del radiocollare. L'Organizzazione internazionale di protezione animali ha infatti annunciato “un'immediata richiesta di accesso agli atti per conoscere nel dettaglio quanto effettuato e accaduto”.
La vicenda ha già portato alla reazione di Enrico Rizzi, già capo della segreteria nazionale del partito animalista europeo (e che oggi si definisce un influencer dei diritti degli animali), che ha parlato di “un patrimonio dello Stato, un altro animale meraviglioso che apparteneva a tutti noi ucciso” (Qui Articolo). Dal canto suo l'Oipa di Trento, con la delegata Ornella Dorigatti, attacca Piazza Dante: “La Provincia autonoma di Trento è ancora ben lontana dall'attuare una seria azione di prevenzione e una seria progettazione di azioni volte a una serena convivenza con la fauna selvatica”.
Dai primi accertamenti dell'equipe veterinaria, scrive poi l'Oipa: “E' emerso che l'orsa F43 è morta a seguito della posizione assunta dalla nella trappola tubo nel momento in cui l'anestetico ha fatto effetto. L'associazione ricorda che non è la prima volta che un orso viene ucciso in Trentino durante le operazioni di cattura. La più famosa è Daniza, che lasciò orfani nel 2014 i suoi cuccioli”.
“Ci chiediamo ancora una volta – precisa Dorigatti – come sia possibile gestire così la presenza degli orsi, come sia possibile continuare a far morire animali selvatici in operazioni che richiedono competenza e accuratezza. La procedura di cattura mette a repentaglio la vita degli orsi e ci chiediamo perché ci si ostini nel perseguitare questi meravigliosi animali”.



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