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| 07 apr 2022 | 18:02

Vendeva carburante allungato con l'acqua, la Finanza sequestra un distributore: denunciato il titolare (FOTO e VIDEO)

Le attività di indagine  hanno permesso di riscontrare che all’interno delle cisterne di gasolio e benzina vi era una rilevante presenza di acqua, oltre il limite consentito dalla normativa unionale di riferimento, che, mischiata al carburante, veniva erogata durante i normali rifornimenti di ignari clienti

di Redazione

VICENZA. Carburante annacquato. La Guardia di Finanza ha sequestrato un distributore composto da 3 serbatoi interrati, 2 colonnine di erogazione carburante, con complessive 4 pistole erogatrici e 1 cassa automatica.

L'operazione è avvenuta nel comune di Colceresa ed ha visto l'intervento delle fiamme gialle di Bassano del Grappa.

 

In particolare, nel corso dei controlli per rilevare eventuali condotte di abusiva miscelazione di prodotti petroliferi utilizzati come carburante alcuni accertamenti sono stati eseguiti in un distributore stradale con l'analisi della composizione degli idrocarburi e le quantità di erogazione.

Le attività hanno permesso di riscontrare che all’interno delle cisterne di gasolio e benzina vi era una rilevante presenza di acqua, oltre il limite consentito dalla normativa unionale di riferimento, che, mischiata al carburante, veniva erogata durante i normali rifornimenti di ignari clienti.

Accertata l’irregolarità, è immediatamente scattato il sequestro probatorio di 3 cisterne della capacità, rispettivamente, di 7.420 litri (contenente 7.240 litri di diesel), di 10.292 litri (contenente 5.613 litri di diesel) e di 10.292 litri (contenente 4.679 litri di benzina), per un totale di circa 18 mila litri di carburante miscelato con acqua, 2 colonnine di erogazione carburante, 4 pistole erogatrici e 1 cassa automatica.

 

 

Il legale rappresentante della società è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato di frode in commercio, poiché ha posto in vendita carburanti mescolati con acqua, con duplice potenziale danno del consumatore finale, sia in termini di qualità del prodotto – con il conseguente rischio di arrecare grave nocumento alle autovetture rifornite – sia in termini quantitativi – tenuto conto del minor prodotto energetico erogato – così praticando una concorrenza sleale nei confronti dei distributori stradali operanti nel territorio berico.

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